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Parlamento

Rizzo a sorpresa al centenario di Pino Rauti: “Aveva a cuore la pacificazione nazionale”

L’ex segretario del Partito Comunista parteciperà alla commemorazione di Formello: “Superò gli steccati ideologici”. E attacca le “contrapposizioni fasulle” tra destra e sinistra

"Troppe firme", ma il blitz di Rizzo fallisce

Un incontro politico decisamente fuori dagli schemi. Marco Rizzo, leader di Italia Domani, parteciperà sabato 19 settembre alla celebrazione per il centenario della nascita di Pino Rauti, in programma dalle 17 a Piazza San Lorenzo, a Formello.

Una scelta destinata a far discutere, vista la distanza tra la storia politica dell’ex segretario del Partito Comunista e quella dell’ex dirigente missino. “Andrò a ricordare un uomo che, pur nella profonda differenza storica dal mio percorso, credo abbia avuto a cuore, cercando di instillare nei giovani, l’idea di una pacificazione nazionale e di un’unione popolare in grado di superare gli steccati dell’odio ideologico per battersi contro il dominio delle oligarchie finanziarie, facendo prevalere le ragioni della politica su quelle delle grandi concentrazioni di potere economico”, ha spiegato Rizzo.

La commemorazione di Formello si terrà nelle stesse ore della manifestazione organizzata da Gianni Alemanno a Orvieto, alla quale prenderà parte anche Roberto Vannacci. Rizzo ha motivato la sua presenza richiamando la necessità, a suo giudizio, di superare le vecchie contrapposizioni politiche: “Credo che l’Italia di Domani non possa essere quella di ottanta anni fa”. E ancora: “Oggi serve una pacificazione nazionale che non abbocchi a contrapposizioni fasulle costruite esclusivamente per distrarre i popoli dalle azioni dei loro reali nemici”.

Pino Rauti, cento anni dalla nascita
Pino Rauti, cento anni dalla nascita

Il leader di Italia Domani ha quindi collegato il suo ragionamento alla critica dell’Unione europea e degli assetti economici costruiti negli ultimi decenni. Secondo Rizzo, dalla ratifica del Trattato di Maastricht in poi si sarebbe assistito alla “definitiva delegittimazione dell’istituzione parlamentare”, mentre i governi italiani, al di là degli schieramenti, avrebbero seguito le indicazioni provenienti da Bruxelles.

Nel mirino anche privatizzazioni, liberalizzazioni e riduzione delle tutele sociali, che per Rizzo avrebbero prodotto “un gigantesco passaggio di ricchezza da chi lavora a chi specula”, accompagnato da una progressiva limitazione della sovranità popolare. Da qui anche l’affondo finale contro una parte della sinistra: “Mi interessa cambiare questo stato di cose, non giocare all’anti-fascismo da passerella di un centrosinistra globalista”.

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