In seguito alla nuova legge elettorale, la prima decisione che i partiti dovranno assumere riguarderà il luogo nel quale candidare i propri nomi più forti.
La scelta delle candidature diventerà quindi parte essenziale della strategia. Una persona molto conosciuta, ma collocata in una regione poco favorevole alla propria lista (regioni rosse), potrebbe non essere eletto. Al contrario, candidarsi in un territorio nel quale il partito concentra una quota rilevante del proprio consenso (regioni verde) offrirà maggiori garanzie. Di seguito una simulazione valida sia per il Senato che per la Camera.
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Per Fratelli d’Italia le regioni verdi saranno Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio, Abruzzo ed al Sud Puglia e Calabria. È in queste aree che il partito potrà ottenere il numero più consistente di eletti. Nel Nord Fdi dovrà competere con la Lega in Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, nel Lazio e in Abruzzo potrà invece contare su un radicamento particolarmente solido.
Le regioni meridionali appariranno relativamente meno favorevoli al partito di Giorgia Meloni soprattutto per la concorrenza esercitata sia da Forza Italia che dal Movimento 5 Stelle. Probabilmente qui si potranno produrre meno seggi rispetto alle altre regioni.
La Lega avrà una geografia più circoscritta.
Le sue regioni verdi saranno Lombardia e Veneto, alle quali si aggiungerà la Liguria ed il Piemonte. È qui che il partito conserva il radicamento più forte e potrà eleggere gran parte della propria rappresentanza. Per i candidati leghisti più autorevoli sarà quindi molto più sicuro trovare posto nelle liste di queste regioni. Gran parte del Centro e soprattutto il Mezzogiorno costituiranno invece la zona rossa, territori nei quali rischierà anche di non aver eletti.
La situazione sarà quasi opposta per Forza Italia. Le sue regioni verdi saranno Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il partito azzurro continuerà a trovare nel Mezzogiorno e nelle Isole il proprio principale bacino di rappresentanza. Le regioni del Nord saranno invece prevalentemente rosse in quanto Forza Italia dovrà confrontarsi con la maggiore consistenza di Fdi e Lega. La futura delegazione parlamentare azzurra potrebbe quindi risultare ancora più meridionale rispetto al passato.
Futuro Nazionale avrà una geografia prevalentemente centro-settentrionale. Le sue regioni verdi saranno Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Liguria, territori nei quali Roberto Vannacci potrà beneficiare sia del consenso personale già emerso alle elezioni europee sia della capacità di attrarre una parte dell’elettorato proveniente dal centrodestra tradizionale. Le regioni rosse saranno invece soprattutto quelle del Mezzogiorno e le Isole dove il partito pur raccogliendo consensi potrebbero non essere sufficienti per trasformarli in eletti. Il Lazio si collocherà in una posizione intermedia. La notorietà di Vannacci potrà garantirgli una presenza significativa, ma probabilmente meno consistente rispetto alle regioni del Nord.
Il Partito Democratico disporrà di una fascia verde composta da Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche e Puglia.
Emilia-Romagna e Toscana resteranno le aree nelle quali la tradizione politica e il radicamento organizzativo offriranno le maggiori garanzie di elezione. Anche Lazio e Marche potranno produrre una quota rilevante di parlamentari, mentre la Puglia rappresenterà la principale regione favorevole nel Mezzogiorno. Le aree più difficili saranno parte del Nord e molte regioni meridionali. Qui il Pd potrà raggiungere percentuali non trascurabili, ma subisce la concorrenza interna del M5S.
Il partito di Giuseppe Conte presenta una geografia elettorale decisamente meridionale. Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna saranno le sue regioni verdi e potranno esprimere la maggioranza degli eletti penta stellati. È qui che i candidati considerati indispensabili per la futura attività parlamentare saranno eletti. Il Nord e una parte del Centro saranno zone rosse.
Alleanza Verdi e Sinistra avrà come regioni verdi Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio e Marche. Il suo potenziale sarà legato soprattutto alle grandi città, ai centri universitari e alle fasce più progressiste dell’elettorato. La Lombardia potrà essere favorevole grazie al peso delle aree urbane, pur non presentando un consenso omogeneo nell’intera regione. Il Mezzogiorno e i territori nei quali Avs dispone di una struttura più debole rappresenteranno invece le principali aree rosse, con il rischio di avere pochi eletti o nessuno. La scelta delle segreterie non riguarderà, quindi, soltanto chi candidare, ma soprattutto dove candidarlo. Perché nella nuova mappa elettorale lo stesso nome potrà risultare quasi certamente eletto in una regione verde e rischiare seriamente l’esclusione in una regione rossa.

