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La passione per la pittura. Sharon Stone si racconta

L'attrice sarà in collegamento con la presentazione del libro di Mimmo Di Marzio "Gli insospettabili"

La passione per la pittura. Sharon Stone si racconta
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C'è un motivo in più per andare alla presentazione del libro di Mimmo Di Marzio, critico e giornalista de Il Giornale, dedicato a tutti i celebri e celeberrimi che non hanno mai dimenticato la loro passione per la pittura, a parte il fatto che la carrellata di storie e di foto del giornalista e critico è godibilissima. All'appuntamento di oggi sarà presente, sia pure in collegamento, Sharon Stone, una delle very important person alle quali si dedica il volume "Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita" in libreria per Giunti (pp. 208, 25 euro).

"La mia antica passione per la pittura è rifiorita durante il periodo della pandemia. Avevo tanto tempo. Tutto qui. Avevo bisogno di riaverlo indietro, perché mi ero resa conto di aver smarrito completamente quel legame" ha raccontato l'attrice, che non è solo un'appassionata per diletto, ma anche un'artista che produce e espone nelle gallerie. La vicenda è andata avanti anche dopo la pandemia. "Un'amica a Natale mi regalò un kit di pittura per adulti paint by numbers, dipingi seguendo i numeri... senza sapere davvero chi fossi io. Allora ho comprato dei pennelli decenti e mi sono chiesta se fossi ancora capace di muoverli sulla tela come una volta". L'opera di Sharon Stone non è passata inosservata: "Quel primo quadro è finito pubblicato sull'ultima pagina di una rivista d'arte, e qualcuno mi ha chiesto di donarlo per un'asta. Ho accettato. È stato a quel punto che ho pensato: Ehi ragazza, forse è il momento di rimetterti in gioco. Sono andata al negozio di belle arti Blick, ho comprato una tela una sola! e sono tornata a casa. Beh, la prima quasi non contava...". Ed eccoci all'oggi dell'insospettabile artista: Adesso invece ho uno studio vero, una casa "adiacente dedicata interamente alla pittura, un'attività e mostre in tutto il mondo. Una volta dissi a un'amica che avrei lasciato il cinema per vivere in riva al mare e collezionare conchiglie. E lei mi rispose: nel giro di tre mesi sarai la presidente del sindacato dei raccoglitori di conchiglie... Penso che mi descriva piuttosto bene".

Non solo Sharon Stone. Come spiega Giuseppe Frangi, che firma l'introduzione del volume e che oggi lo presenterà insieme all'autore Mimmo Di Marzio e a Marta Perego alla libreria Ubik di via Monterosa, 91. L'appuntamento con il libro (e con la Stone) è alle 18.30.

Frangi definisce quest'area della vita di tante persone diversamente famose "zona franca" e cita in particolare i casi di Pier Paolo Pasolini e Giovanni Testori, entrambi desiderosi di esprimere una vita dedicata in modo globale all'arte, nelle sue diverse forme.

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