Pattuglia italiana attaccata a Nassirya: nessun ferito ma la tensione torna alta

L’imboscata è stata tesa nel centro abitato. Sospetti su un nuovo gruppo integralista sciita

Fausto Biloslavo

Un attacco ai paracadutisti della Folgore che pattugliavano Nassirya assieme ai soldati iracheni ha riacceso la tensione in una zona dell’Irak che da un po’ di tempo risultava tranquilla. La dinamica è stata quella di una vera e propria imboscata ed è anche la prima volta da mesi che avviene nel centro abitato.
Verso le 2 e 40 di ieri mattina una colonna di quattro mezzi aveva superato da poco il ponte Charlie sul fiume Eufrate, uno degli accessi alla città da sud. Una quindicina di paracadutisti del 187° reggimento della brigata Folgore si trovava a bordo di tre gipponi protetti, seguiti da un mezzo del nuovo esercito iracheno addestrato nella provincia di Dhi Qar dagli italiani. Circa un chilometro dopo il ponte, in direzione nord, il convoglio è stato attaccato con il lancio di due razzi Rpg, sparati a spalla da ignoti assalitori. I razzi non hanno colpito i veicoli e sono esplosi ad una ventina di metri dagli italiani.
Gli assalitori, che evidentemente aspettavano al varco la pattuglia, hanno sparato anche con armi leggere. I paracadutisti non si sono persi d'animo rispondendo immediatamente al fuoco e sganciandosi rapidamente dal luogo dell'agguato. Nessuno è rimasto ferito ed i mezzi non hanno subito danni, ma l'attacco è un segnale d'allarme.
Alcuni giorni fa è esplosa una trappola esplosiva sulla strada a nord di Nassirya, poche ore dopo la visita in zona del vicepresidente iracheno Adel Abdul Al Mahdi. I paracadutisti sono stati attaccati un paio di volte negli ultimi mesi a colpi di mortaio. Fonti locali del Giornale spiegano che la geografia dei gruppi estremisti è sensibilmente cambiata: negli ultimi mesi sono comparse nuove e pericolose frange armate. L'ayatollah di Najaf, Mahmoud Al Hassani Al Sarqi, ha fondato un gruppo che prende il suo nome. Al Hassani era un brillante studente del padre del radicale sciita Moqtada Sadr, ucciso dagli sgherri di Saddam. Lo scorso anno i miliziani di Sadr avevano ingaggiato battaglia con gli italiani.
La rottura con Moqtada, che ha un suo ministro nel nuovo esecutivo iracheno, è avvenuta dopo le elezioni di gennaio, perché la frangia estremista si oppone al governo, al processo politico e a tutte le truppe straniere presenti in Irak, compresi gli italiani. «Penso che a Nassirya il gruppo Al Hassani possa contare su circa trecento attivisti e sicuramente ha messo in piedi una struttura armata clandestina. Non è chiaro da dove arrivano i fondi a questa nuova corrente estremista sciita. Si sospetta che possano essere gli stessi sunniti riparati in Siria e Giordania a finanziarli per fomentare l'instabilità» spiega la fonte locale del Giornale.
Due settimane fa il gruppo Al Hassani ha organizzato delle manifestazioni di protesta contro il governatore di Dhi Qar, per l'annoso problema della distribuzione dell'elettricità, che spesso lascia al buio Nassirya e dintorni.

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