L’atto conclusivo del tour di Caparezza alla Reggia di Caserta non è stato solo una festa, ma si è trasformato in un momento di profonda riflessione personale che ha causato una certa preoccupazione nei suoi fan. Davanti a una folla di 20mila spettatori, l’artista pugliese ha voluto condividere un pensiero intimo sul suo domani professionale, esortando il pubblico ad assecondare con serenità le sue future decisioni.
La data del 5 settembre verrà ricordata non solo per la musica e la grande energia del concerto, ma per la confessione giunta prima dei saluti finali. Superando il classico cliché del finto addio da rockstar, il musicista ha confessato di stare attraversando un momento di transizione del tutto inedito. Pur mantenendo il massimo riserbo sui dettagli, ha spento sul nascere ogni forma di apprensione, invitando la piazza a lasciarlo camminare verso la sua nuova direzione.
Un concetto sigillato da una dichiarazione trasparente. “Non so che fine farò, ve lo dico con molta sincerità”, ha esordito al microfono il cantante pugliese. “È ovvio che ogni fine concerto dico che è l’ultimo e poi puntualmente vengo smentito”, ha proseguito, “però sono in una condizione particolare per cui non abbiate paura, qualsiasi cosa farò starò bene, quindi lasciatemi andare”. Poco prima di spegnere i riflettori, l’artista ha regalato alla folla una forte riflessione, quasi un’eredità ideale per chi lo ascolta, ovvero l’invito a esprimere il proprio potenziale senza rimandare: “Il mio consiglio è questo, non tenete le vostre idee dentro di voi, date loro corpo perché non ci sarà più tempo. Non c’è già più tempo”.
Dietro questa urgenza espressa sul palco si intravede l’ombra dell’acufene, il disturbo all’apparato uditivo che tormenta Caparezza da anni. Un tema a lui molto caro e complesso, che in passato ha già affrontato apertamente sia nei testi delle sue canzoni sia nei suoi interventi mediatici.
L’artista aveva parlato di qualche altra difficoltà in più riscontrata durante le esibizioni a causa dell’avanzare dell’età, in occasione di una chiacchierata con Il Corriere lo scorso 7 luglio. “I miei 50 anni? Ho fatto pace con la mia età”, aveva dichiarato, “inizia questo lento processo di putrefazione che colpisce anche a me: oltre all’acufene si sono sviluppate altre cose, non posso fare più di un tot di date, devo tenere a bada i volumi, non posso più saltare sul palco, ho accettato l’età che ho ma salgo sul palco con molta più consapevolezza di prima perché ogni concerto è una sfida”.
