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Condottieri fenici e vichinghi di carnagione scura: così Netflix riscrive la storia

Da Håkon Eiriksson ad Annibale, Netflix distorce e reinventa l'identità dei personaggi storici in chiave politicamente corretta, snaturando l'identità delle loro origini

Condottieri fenici e vichinghi di carnagione scura: così Netflix riscrive la storia

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Condottieri fenici e vichinghi di carnagione scura: così Netflix riscrive la storia

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Esiste una pratica che, con sempre maggiore frequenza, cerca di cancellare dalla storia l'immagine dei suoi protagonisti, alterandola in modo tale che venga percepita in maniera diversa. In particolare, vengono assegnati ad attori di carnagione scura ruoli relativi a personaggi storicamente caucasici di carnagione bianca. Lo scopo, dicono, è quello di dare anche agli attori "di colore" la possibilità di mettersi in mostra in ruoli di rilievo all'interno di film di alto livello ma, di base, da più parti questa pratica suscita critiche, in quanto snatura le radici e la storia, riscrivendola completamente e dando una lettura diversa, su più livelli, a fatti realmente accaduti nel passato.

Prendiamo, per esempio, Håkon Eiriksson, conte di Lade: è un personaggio storicamente esistito a cavallo dell'anno Mille, che governò sui territori della Norvegia. Non abbiamo, ovviamente, sue fotografie ma esistono alcuni disegni che lo rappresentano e, in tutti, appare come un uomo di carnagione chiara. Questo non può e non deve certo stupire, visto che parliamo di un personaggio appartenente alla stirpe vichinga del nord Europa. Invece, nella realizzazione di Netflix, diventa una donna dalla carnagione scura, interpretata da Caroline Henderson, che diventa una guerriera. Perché? Seguendo il filone del femminismo e del blackwashing, si è voluta riscrivere la storia. Che dire, poi, di Annibale, condottiero di origine fenicia, popolo semita dai tratti mediterranei, come si evince da un busto rinvenuto a Capua e ritenuto attendibile. Ma per Netflix ha assunto le sembianze di Denzel Washington.

Si potrebbe andare avanti con Achille ed Enomao, Biancaneve, la Sirenetta, Lupin, la Fata Turchina e tanti altri personaggi, tutti trasformati nel loro incarnato. Ma questi non sono mai esistiti anche se, soprattutto, i due eroi della mitologia greca, hanno basi radicate nella storia con tratti somatici precisi, legati al contesto in cui si muovono e agiscono. Biancaneve, poi, come dice il nome stesso, nella storia originale ha la "pelle bianca come la neve" ma nel nuovo riadattamento Disney anche lei assume l'incarnato scuro di Rachel Zegler.

Perché non creare nuovi personaggi? Perché non dare vita a nuove storie che hanno come personaggi originali protagonisti dalla pelle non bianca? O perché non raccontare, per esempio, la storia di Settimio Severo, imperatore romano libico di carnagione scura. Si parla spesso di appropriazione culturale a senso invertito ma tunisini e norvegesi, davanti alle riproposizione distorta da Netflix di due protagonisti della loro storia identitaria come Håkon Eiriksson e Annibale, perché dovrebbero stare zitti? È giusto e doveroso dare la stessa dignità a tutti i bravi attori e si deve lavorare di più in questa direzione, ma senza distorcere quel che è stato, soprattutto nelle produzioni dedicate ai più giovani.

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