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Personaggi

Le proposte per tornare in campo, il bacio con Noemi, la morte del padre e i rapporti con Spalletti: la verità di Francesco Totti

Nella biografia “Oltre” scritta con Alessandro Alciato, l’ex capitano della Roma racconta gli anni dopo il ritiro, tra calcio, vita privata, lutti e l’amore per la compagna

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Nel 2018 affidò la sua storia calcistica alle pagine di “Un Capitano”, oggi, a otto anni di distanza, Francesco Totti torna con una nuova biografia “Oltre. Uno si ritira e gli succede di tutto. Che poi tocca pure raccontarlo”. Scritto con Alessandro Alciato ed edito da Cairo Editore, il nuovo libro di Totti racconta cosa è successo anni dopo il suo ritiro, quando gli echi dei cori dei tifosi in campo si sono spenti e la sua vita ha preso una piega nuova: “Di me si è sempre saputo tanto. Ma non tutto. In “Oltre” ho raccontato quello che finora avevo tenuto per me, le mie verità, senza filtri”.

Le proposte dopo l’addio

Dopo l’addio al calcio giocato, con il commosso saluto del 29 maggio 2017 all’Olimpico, tra una partitella di calcetto e qualche intervista scherzosa - “Sono pronto per tornare” - qualcuno si è fatto avanti sul serio e non nel 2017 ma nel 2023: “Quella battuta l’hanno ascoltata tutti. E qualcuno si è fatto venire una pazza idea. Avevo 48 anni”. Il Como è stato l’ultimo, il primo che lo ha cercato è stato il Genoa, la squadra contro cui il capitano giallorosso ha disputato la sua ultima partita. “I primi a farsi avanti sono stati i dirigenti del Genoa, con cui ho parlato direttamente. Mi hanno posto una semplice domanda: “Ma allora, la vuoi fare o no questa nuova esperienza?”. Facevano sul serio. Ho preso del tempo per decidere e, prima di dare una risposta, ho cominciato a lavorare duramente. Proprio tanto”, racconta nel suo libro Totti. “Marassi mi piaceva, è un bello stadio, all’inglese, con gente di passione, che segue le partite attaccata al campo. Senti il fiato sul collo. La testa diceva che avrei potuto accettare, il cuore no. La domanda che mi ponevo da solo era: ma si può giocare in una squadra che non sia la Roma? Dentro di me rimbombava forte la risposta esatta, provavo a non sentirla. La Roma era il punto. Un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni”.

La morte del padre

Il capitolo più toccante è quello dedicato al padre, Lorenzo detto “Enzo”, morto il 12 ottobre 2020 all’età di 76 anni per complicanze dovute al Covid. Nella biografia Francesco ricorda la telefonata in cui i medici dello Spallanzani, dove era ricoverato il padre, gli annunciavano l’inevitabile. “Pronto? Dall’altra parte, per lunghissimi istanti, solo silenzio, brevemente spezzato da un respiro che non definirei pesante, semmai rispettoso, quasi trattenuto. ”Pronto?“. ”Purtroppo, Frà...“. Appena ho sentito quel purtroppo, ho capito, il mondo è crollato. Era morto papà. Me lo stava dicendo il dottore che lo aveva in cura allo Spallanzani di Roma, dove era ricoverato. Forzando le proprie pause e le mie paure, con voce ferma e gentile”, racconta Totti, proseguendo: “Non so perché, ma le brutte notizie sono fucilate sparate sempre con largo anticipo, quella volta addirittura di sette ore. “Purtroppo, Frà, quando i pazienti vengono intubati, significa che è difficile tornare indietro”. Papà Enzo, il mitico Sceriffo, se n’era appena andato come aveva vissuto: senza parlare (lo faceva solo quando era strettamente necessario), se non con lo sguardo, con gli occhi. Gli ultimi istanti li ha trascorsi attaccato a un macchinario che lo aiutava a respirare, prima che il Covid-19 gli strappasse anche la residua riserva di fiato, ostruendo in maniera codarda gli ingranaggi, i polmoni. Eccola, la morte che mi ha cambiato la vita, che non è un controsenso, è pura angoscia”.

I rapporti con Spalletti

Nel libro “Oltre” Totti è tornato a parlare anche del rapporto con Luciano Spalletti: “Le condizioni ideali per la pace tra me e lui sono in costruzione, giorno dopo giorno. Diciamo che abbiamo intrapreso un percorso oltre il silenzio che c’era. Dal 28 maggio 2017, giorno del mio ritiro forzato e per oltre sei anni, non ci siamo più visti né sentiti”. L’occasione per incontrarsi di nuovo è arrivata a novembre 2023 quando una delegazione della Nazionale guidata da Spalletti si era recata in visita all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù: “Ho accettato l’invito, tanto prima o poi doveva succedere. Il mondo del calcio è piccolo. O lo saluto, o gli do ‘na capocciata. Ha pronunciato le parole giuste, per sdrammatizzare: “Dalla parte del cuore, ti do l’abbraccio? Dalla parte del cuore, via…”. Un cinque veloce. Un abbraccio. Si è trattato di un gesto fugace, nulla di più”. A farli riappacificare è stato lo spot dell’amaro girato pochi mesi dopo: “Ognuno aveva il suo camper per cambiarsi e per truccarsi. Sono sceso dal mio e ho bussato al suo: ‘Apri, che c’hai paura?’. È sceso, ci siamo abbracciati, una cosa leggermente più vera rispetto a quella del Bambino Gesù. ‘Francesco, sei contento di fare lo spot con me?’. ‘Non vedevo l’ora. Comunque mi devi ringraziare, mister. Se avessi detto no io, non avrebbero preso neanche te’. Abbiamo lavorato insieme due giorni, è servito, ci siamo sciolti, abbiamo sorriso, di quei sorrisi spontanei, non comandati. Mi sono divertito. Devo dire che ne sono uscito più sereno”.

Il primo bacio con Noemi

Nel libro un ampio spazio è dedicato anche alla sua vita privata e alla storia con Noemi Bocchi, sua attuale compagna: “Era bionda, era bellissima, se ne accorgevano tutti. Era dolce, era intelligente, era interessante: bello scoprirlo pian piano, parlandole”. Dall’incontro al padel allo scambio di numeri telefonici fino ai primi appuntamenti, il racconto di Francesco Totti si sofferma sul primo bacio. “Vicino a Piazza del Popolo, in auto, come due ragazzini, nella penombra. C’avevo un po’ di paura, ero emozionato per davvero. Di baci ne avevo dati in vita mia, ma quello lo consideravo importantissimo. Mica potevo sbagliarlo, come il rigore contro l’Australia al Mondiale del 2006. Momenti fondamentali per il futuro, inni alla gioia”, ricorda il romanista: “Ho iniziato a essere assalito dai dubbi dell’adolescente. La bacio io o aspetto che lo faccia lei? Chiudo gli occhi o li tengo aperti? E se poi non le piace? La lingua ci va oppure no? E se qualcuno ci vede? Poi ci siamo dati il bacio giusto al momento giusto. Con Roma sullo sfondo, e dentro di noi, e davanti a noi”.

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