Sono trascorsi quindici anni dalla denuncia per diffamazione mossa da Orsola Adele Gazzaniga contro Tiberio Timperi. I due ex coniugi si stavano scontrando per il figlio e la faccenda finì in tribunale. A distanza di così tanto tempo, l'accusa nei confronti del giornalista si è estinta, tuttavia rimane da pagare il risarcimento.
La spinosa vicenda risale al 2010. Tiberio Timperi e Orsola Adele Gazzaniga si erano sposati nel 2005 dopo circa tre anni di fidanzamento. Dalla loro unione è nato un figlio, Daniele, ma la serenità all'interno della coppia è stata di breve durata. Il legame si è infatti interrotto pochi mesi dopo le nozze, dando luogo a una vera e propria separazione lampo che ha lasciato attriti. I due si sono scontrati per l'affidamento.
Nel 2010, durante un'intervista, Timperi arrivò a lanciare pesantissime accuse nei confronti della ex, affermando che la donna ostacolava gli incontri col il figlio. Il giornalista si definì un "padre negato", e attaccò l'ex compagna, accusandola di "sottrazione di minore" e "manipolazione". Parole durissime che portarono la Gazzaniga a sporgere denuncia per diffamazione. La disputa giudiziaria è durata per ben quindici anni: i due si sono scontrati per l'affidamento del figlio e la gestione del ruolo genitoriale.
Nel 2018 c'è stata la condanna in primo grado. Timperi è stato ritenuto colpevole di diffamazione. Il Tribunale monocratico di Roma lo ha condannato al pagamento di un'ammenda di 1.500 euro. I giudici spiegarono che"in esame, le emergenze processuali inducono a ritenere provata la sussistenza di un danno risarcibile, conseguente alla condotta dell'imputato. Quindi non essendo stati ravvisati elementi per procedere ad un proscioglimento nel merito, neppure con formula dubitativa, vanno confermate le statuizioni civili".
In questi giorni la Corte d'Appello di Roma ha dichiarato estinta l'accusa per prescrizione, ma rimane comunque il risarcimento.
I giudici hanno infatti confermato l'obbligo del risarcimento civile nei confronti dell'ex moglie, dal momento che, come riportato da FanPage, "non essendo stati ravvisati elementi per procedere ad un proscioglimento nel merito, neppure con formula dubitativa, vanno confermate le statuizioni civili".