Dietro l’immagine del regista provocatorio, che ha fatto dell’erotismo uno dei tratti distintivi del suo cinema, nella vita di Tinto Brass, scomparso oggi, ci sono state due sole storie d’amore importanti. La prima con Carla Cipriani, conosciuta da tutti come “Tinta”, moglie e compagna di vita per oltre cinquant’anni. La seconda con Caterina Varzi, incontrata nel 2007 e sposata dieci anni dopo, quando Brass aveva già 84 anni. Due donne appartenenti a stagioni diverse della sua esistenza, entrambe legate profondamente alla sua vita privata ma anche al suo percorso artistico.
Carla Cipriani, la Tinta che era la sua anima gemella
La storia con Carla Cipriani comincia a Venezia. Sorella di Arrigo Cipriani, fondatore dell’Harry’s Bar, Tinta diventa la compagna di una vita del regista. I due si sposano e hanno due figli, Beatrice e Bonifacio. Per oltre cinquant’anni condividono non soltanto la quotidianità, ma anche il lavoro e la passione per il cinema. Tinta, infatti, è stata molto più di una presenza accanto al marito: collabora attivamente alla realizzazione di numerosi suoi film, lavorando come segretaria di edizione e aiuto regista. Firma inoltre i copioni di Monella, Trasgredire, Fallo! e Monamour. Una partecipazione concreta e creativa, che Brass riconosce apertamente. In un’intervista del 2007, parlando della moglie scomparsa l’anno precedente, la definisce “la mia anima gemella, il motore del mio lavoro, il parafulmine della mia esistenza». E aggiunge: “Per 50 anni mi sono addormentato felice”. Anche Tinta aveva il suo modo ironico di affrontare l’attenzione che il marito riservava alle attrici dei suoi film. A chi le chiedeva se fosse gelosa delle protagoniste delle pellicole di Brass, rispondeva con una battuta diventata celebre: “Le altre passano, io sono sempre qua”. Una frase che racconta bene il carattere di una donna capace di vivere con personalità e leggerezza accanto a un regista tanto discusso quanto riconoscibile. Carla muore il 9 agosto 2006, a Merano, lasciando un vuoto profondo nella vita di Brass.

Caterina Varzi, l’incontro che gli restituì la vita
Dopo la scomparsa di Tinta, nella vita del regista arriva Caterina Varzi. Si conoscono nel 2007, quando lei lavora come avvocata per conto di una società di produzione cinematografica interessata a realizzare un documentario sulla vita di Brass. Il loro primo incontro avviene all’hotel Parco dei Principi, a Roma, per discutere del progetto. L’iniziativa non va in porto, ma tra i due nasce una conoscenza destinata a trasformarsi in una storia d’amore. A raccontare quei primi momenti è stata la stessa Varzi in un’intervista del luglio 2017. Spiega che a conquistarla non fu l’immagine pubblica del regista, che inizialmente conosceva soltanto attraverso le chiacchiere, ma la profondità del suo pensiero. In particolare, la colpirono le memorie difensive scritte da Brass in una causa per atti osceni legata a Caligola: “Mi aveva colpito la forza dell’analisi, utopia, potere, follia, metteva insieme tutto in modo geniale ed eretico e questo mi aveva sedotto”. Il rapporto cresce gradualmente e il 3 agosto 2017 i due si sposano. Per Brass, che ha 84 anni, comincia una nuova stagione sentimentale. Caterina diventa sua moglie, ma anche una presenza fondamentale durante uno dei momenti più difficili della sua esistenza; l’emorragia cerebrale che lo colpisce nel maggio 2010 e gli provoca gravi problemi di memoria. È lei ad aiutarlo a ricostruire il passato attraverso fotografie, copioni, articoli e materiali conservati nel suo archivio. In un’altra intervista del settembre 2022, Varzi racconta quel percorso e il loro particolare modo di vivere il rapporto: “Gli ho fatto accettare un amore non sessualizzato”. Brass, da parte sua, le dedica parole piene di gratitudine: “Caterina è la vita che mi danza intorno. Mi ha portato gioia e felicità e io non voglio essere un vecchio patetico per lei”. Tinta e Caterina rappresentano due capitoli diversi della vita di Tinto Brass: la prima è stata la compagna di oltre mezzo secolo e una collaboratrice preziosa nella costruzione del suo cinema; la seconda gli è stata accanto nella maturità, aiutandolo a ritrovare la memoria e accompagnandolo negli anni successivi alla malattia. Due grandi amori che hanno lasciato un segno profondo nella sua storia.
