Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:32
In evidenzaAggiornato alle ore 06:32
Politica economica

Bce rimanda l’aumento dei tassi a settembre

Secondo la Bce, l’impatto completo dell’aumento dei prezzi energetici potrebbe non essere ancora riflesso nei dati economici e nelle dinamiche dei prezzi al consumo

European Central Bank President Christine Lagarde gestures as she answers questions during a press conference on the eurozone's monetary policy at the bank's headquarters in Frankfurt am Main, western Germany on July 23, 2026. The European Central Bank (ECB) kept its key interest rates unchanged on July 23 following a hike in June, opting to wait and see amid "uncertainty" stemming from hostilities in the Middle East, which are fueling fears of an intensified energy shock in the eurozone. The deposit rate, which serves as a benchmark, remained at 2.25 per cent after being raised by a quarter-point in June�the first such increase since 2023�in response to rising energy prices. (Photo by Andreas Arnold / dpa / AFP) / Germany OUT

Il rialzo dei tassi è rimandato a settembre. Ma lo spettro inflazione fa ancora paura. Dopo il ritocco di giugno, e come previsto dagli analisti, la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi al 2,25% con la presidente Christine Lagarde che guarda alla variabile energia (e alla crisi di Hormuz con i prezzi volatili di petrolio e gas) come dato chiave nelle valutazioni: il cosiddetto approccio data-dependent che determina le scelte sui tassi.

Il Consiglio Direttivo ha riconosciuto lo shock energetico generato dalle recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente come un potenziale fattore di riaccelerazione dell’inflazione, considerato che il deterioramento della situazione ha riportato in queste ore il petrolio su livelli elevati, con il WTI oltre 90 dollari al barile e il Brent in area 100 dollari al barile.

Secondo la Bce, l’impatto completo dell’aumento dei prezzi energetici potrebbe non essere ancora riflesso nei dati economici e nelle dinamiche dei prezzi al consumo. La banca centrale ha quindi deciso di prendersi una pausa per valutare gli effetti del rialzo di giugno, ma ha chiarito che il ciclo restrittivo non può ancora considerarsi concluso. Lagarde - che ha assicurato la permanenza al vertice fino al 2027 - ha precisato che gli sviluppi più recenti in Medio Oriente non sono stati pienamente incorporati nella decisione favorendo, negli analisti, la certezza di un prossimi ritocco a settembre. Il tono scelto dalla Bce ha esercitato pressione sui mercati obbligazionari europei, con i futures sui tassi che continuano a prezzare con elevata probabilità un rialzo di 25 punti base a settembre ed altri 25 punti tra ottobre e dicembre, seppur con una probabilità inferiore. La riunione di settembre sarà quindi il vero appuntamento chiave per il mercato in quanto sarà accompagnata dalle nuove proiezioni macroeconomiche. L’evoluzione dell’inflazione i cui rischi «sono orientati al rialzo» e la dinamica salariale saranno determinanti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.