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Politica economica

Allarme della Bce sull’IA. Fitch promuove l’Italia

La presidente Lagarde : “Troppo debito e concentrazione delle Borse sui big del settore”. L’agenzia di rating alza la crescita di Roma all’1%. Balza l’export

epaselect epa13228327 European Central Bank (ECB) President Christine Lagarde speaks during a press conference following the external ECB Governing Council meeting in Berlin, Germany, 10 September 2026. The ECB Governing Council decided on 10 September to raise its three key interest rates by 25 basis points amid persistent energy and inflation pressures. EPA/FILIP SINGER

In un quadro di incertezze, la presidente della Banca centrale europea ne aggiunge un’altra. Nel suo intervento di ieri al Parlamento europeo, Christine Lagarde ha messo in guardia dai rischi per i mercati finanziari derivanti dal boom dei finanziamenti nel settore dell’intelligenza artificiale. «Le valutazioni azionarie globali sono concentrate su un numero relativamente ristretto di imprese legate all’IA», è il fulcro del suo allarme. «Una brusca revisione delle prospettive delle società di IA e della sostenibilità del loro debito potrebbe innescare correzioni di mercato e ripercuotersi sugli investitori dell’area dell’euro e sull’economia nel suo complesso».

Insomma, non bastavano gli allarmi per i rincari energetici, che peraltro hanno innescato un nuovo ciclo di rialzi dei tassi forse destinato a proseguire. Lo choc inflazionistico «è troppo grande per essere ignorato», ma «riteniamo appropriata una risposta misurata per tenere sotto controllo l’inflazione». E se da una parte la presidente della Bce nota che i rincari non si stanno radicando nell’economia influenzando altri settori, dall’altra non può fare a meno di esplicitare ciò che è evidente: i tassi d’interesse sui titolo di Stato «sono aumentati in modo significativo» e «questo ridurrà la crescita». Un fattore su cui ha avuto un suo ruolo l’inasprimento della politica monetaria voluto da Bruxelles, nonostante l’impennata dei prodotti energetici derivi dalla guerra e non da un’economia che corre.

Intanto però almeno qualche notizia positiva, guardando all’Italia, si può trovare: ieri l’agenzia di rating internazionale Fitch ha alzato le stime di crescita del nostro Paese per quest’anno all’1% (dal +0,6% della stima precedente. Gli analisti americani notano che le «dinamiche di investimento sono rimaste solide, in parte grazie a progetti finanziati dall’Unione europea». Per un’economia resiliente anche agli choc geopolitici. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha esultato affermando che «l’Italia cresce malgrado i conflitti, smentiti i profeti di sventure». Un altro motore a spingere l’economia è l’andamento delle esportazioni. Il dato sul mese di agosto evidenzia un rallentamento (-2,1%) per le merci destinate al di fuori dell’Europa, ma sull’anno c’è un balzo del 16,1% grazie al contributo fornito dai mezzi di navigazione marittima. Il dato rimane comunque in lieve aumento (+0,2% anche al netto di queste vendite eccezionali, un segnale di tenuta apprezzabile in un contesto perturbato da choc e che aveva fatto temere il peggio per il Made in Italy. I Paesi che hanno evidenziato una crescita sostenuta delle vendite sono la Svizzera (+57%), la Cina (+32,3%) e gli Stati Uniti (+31,1%). Mentre sul fronte delle importazioni - influenzate dai prodotti energetici - c’è un’impennata di acquisti di prodotti indiani (+116,5%).