In un quadro di incertezze, la presidente della Banca centrale europea ne aggiunge un’altra. Nel suo intervento di ieri al Parlamento europeo, Christine Lagarde ha messo in guardia dai rischi per i mercati finanziari derivanti dal boom dei finanziamenti nel settore dell’intelligenza artificiale. «Le valutazioni azionarie globali sono concentrate su un numero relativamente ristretto di imprese legate all’IA», è il fulcro del suo allarme. «Una brusca revisione delle prospettive delle società di IA e della sostenibilità del loro debito potrebbe innescare correzioni di mercato e ripercuotersi sugli investitori dell’area dell’euro e sull’economia nel suo complesso».
Insomma, non bastavano gli allarmi per i rincari energetici, che peraltro hanno innescato un nuovo ciclo di rialzi dei tassi forse destinato a proseguire. Lo choc inflazionistico «è troppo grande per essere ignorato», ma «riteniamo appropriata una risposta misurata per tenere sotto controllo l’inflazione». E se da una parte la presidente della Bce nota che i rincari non si stanno radicando nell’economia influenzando altri settori, dall’altra non può fare a meno di esplicitare ciò che è evidente: i tassi d’interesse sui titolo di Stato «sono aumentati in modo significativo» e «questo ridurrà la crescita». Un fattore su cui ha avuto un suo ruolo l’inasprimento della politica monetaria voluto da Bruxelles, nonostante l’impennata dei prodotti energetici derivi dalla guerra e non da un’economia che corre.
Intanto però almeno qualche notizia positiva, guardando all’Italia, si può trovare: ieri l’agenzia di rating internazionale Fitch ha alzato le stime di crescita del nostro Paese per quest’anno all’1% (dal +0,6% della stima precedente. Gli analisti americani notano che le «dinamiche di investimento sono rimaste solide, in parte grazie a progetti finanziati dall’Unione europea». Per un’economia resiliente anche agli choc geopolitici. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha esultato affermando che «l’Italia cresce malgrado i conflitti, smentiti i profeti di sventure». Un altro motore a spingere l’economia è l’andamento delle esportazioni. Il dato sul mese di agosto evidenzia un rallentamento (-2,1%) per le merci destinate al di fuori dell’Europa, ma sull’anno c’è un balzo del 16,1% grazie al contributo fornito dai mezzi di navigazione marittima. Il dato rimane comunque in lieve aumento (+0,2% anche al netto di queste vendite eccezionali, un segnale di tenuta apprezzabile in un contesto perturbato da choc e che aveva fatto temere il peggio per il Made in Italy. I Paesi che hanno evidenziato una crescita sostenuta delle vendite sono la Svizzera (+57%), la Cina (+32,3%) e gli Stati Uniti (+31,1%). Mentre sul fronte delle importazioni - influenzate dai prodotti energetici - c’è un’impennata di acquisti di prodotti indiani (+116,5%).
