Il governo si prepara alla settimana decisiva sul fronte dei conti pubblici. Venerdì il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare il Dpfp, il Documento programmatico di finanza pubblica che aggiornerà il quadro macroeconomico e conterrà una prima articolazione delle misure della prossima manovra. Le indicazioni sulla crescita sono più favorevoli rispetto alle previsioni prudenti della primavera: i principali previsori convergono ormai su un incremento del Pil italiano tra lo 0,8 e lo 0,9%, rendendo possibile un ritocco verso l’alto della stima 2026, oggi fissata allo 0,6%. Il Mef punta però soprattutto a mantenere la barra dritta sui conti. Il deficit 2026 dovrebbe essere confermato al 2,9%, mentre resta l’obiettivo indicato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di uscire dalla procedura per deficit eccessivo nel 2027. La partita con Bruxelles riguarda quindi gli spazi di flessibilità per le maggiori spese legate a Difesa ed energia. L’obiettivo è ottenere una clausola che consenta di affrontare queste esigenze senza compromettere il percorso di rientro e, soprattutto, senza trasformare la procedura in un vincolo destinato a protrarsi indefinitamente. Se il governo decidesse di utilizzare la flessibilità, la risoluzione della maggioranza prevede una relazione al Parlamento per l’eventuale scostamento necessario.
Intanto, ieri è arrivato dalla Camera il via libera al Dl Pa. Il provvedimento è stato approvato con 133 voti favorevoli, 66 contrari e un astenuto, dopo la fiducia posta dal governo, e passa ora al Senato per la seconda lettura. I tempi parlamentari rendono il testo ormai pressoché definitivo. Tra le misure più significative c’è l’ampliamento del supporto di Cassa Depositi e Prestiti alle amministrazioni pubbliche per progettare e realizzare opere finanziate con risorse nazionali, così da compensare anche la carenza di competenze tecniche negli enti. Sul fronte della riscossione, Comuni e altri enti locali potranno affidare ad Amco il recupero coattivo dei crediti tributari e patrimoniali. Il decreto interviene anche sulle ferie non godute nella Pa: resta il divieto generale di monetizzazione, ma l’amministrazione dovrà dimostrare di aver messo il dipendente nelle condizioni di usufruirne e di averlo informato del rischio di perdere i giorni accumulati.
Infine, sul tema delle occupazioni abusive, l’emendamento di Fabio Rampelli è stato ritirato, ma il principio è stato recepito in un ordine del giorno approvato con il parere favorevole del governo. «Il divieto normativo per impedire che l’amministrazione pubblica, comunque articolata a iniziare dagli enti locali e dai sindaci, possa acquistare immobili occupati per poi regalarli agli stessi occupanti, quindi premiando chi commette reati, è stato approvato in un ordine del giorno senza condizioni e sarà una legge dello Stato con il primo decreto utile», ha dichiarato il vicepresidente della Camera.
