Segnali di disgelo tra Stati Uniti e Cina sul fronte dei dazi. Dopo l’incontro a Washington tra i due presidenti Donald Trump e Xi Jinping, ieri i due Paesi hanno reso noti gli elenchi di beni per i quali intendono ridurre i dazi reciproci (non è ancora noto di quanto) per un ammontare complessivo di 60 miliardi di merci. La lista americana contiene articoli per la tavola e le bambole a palloni da calcio e decorazioni natalizie. Sono inclusi alcuni tipi di elettrodomestici, come forni a microonde e tostapane, mentre rimangono esclusi i giocattoli dotati di funzionalità wi-fi e bluetooth. Più corposa la lista cinese, che prevede agevolazioni per 1.619 prodotti incluso il carbone nonché dispositivi medici come endoscopi e robot chirurgici. Comprese inoltre diverse tipologie di legname, oltre a prodotti agricoli e animali, dai semi di soia e la carne bovina congelata fino a foche e cammelli.
Si tratta di un importante accordo da parte di due potenze che hanno grandi problemi da risolvere: con Pechino a dover sostenere l’export per aumentare la crescita e gli Stati Uniti impelagati in un conflitto in Iran dove un riavvicinamento cinese potrebbe avere un ruolo chiave. Sta di fatto che a Washington continua a sobbollire un rischio crescente sui bond, con i Treasury decennali che ieri sono arrivati a rendere il 5,2%. A pesare sui titoli di Stato Usa c’è un clima generale di incertezza sui mercati, con la Federal Reserve che pare intenzionata a innescare un nuovo ciclo di rialzi dei tassi d’interesse per arginare l’inflazione alta.
La situazione sui bond americani finisce inevitabilmente a pesare anche su i titoli di Stato europei: ieri lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi ha raggiunto 94 punti, con il decennale italiano che rende il 4,6%. Va peggio per i titoli francesi, gli Oat, che sono arrivati a rendere il 4,78% con uno spread a quota 113. Si amplia ulteriormente dunque la forbice di rendimento tra i titoli francesi e quelli italiani.
