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Politica economica

Usa-Cina, giù i dazi su 60 miliardi di prodotti

Si tratta di un importante accordo da parte di due potenze che hanno grandi problemi da risolvere

epa13268099 People stand in front of a screen displaying the latest stock exchange and economic data on the Bund in Shanghai, China, 28 September 2026. The US and China plan to reduce tariffs on around 30 billion USD worth of imports from each other, following a summit between President Donald Trump and Chinese leader Xi Jinping. The US list includes 77 items, such as fireworks, household products, sporting equipment, and toys. EPA/ALEX PLAVEVSKI

Segnali di disgelo tra Stati Uniti e Cina sul fronte dei dazi. Dopo l’incontro a Washington tra i due presidenti Donald Trump e Xi Jinping, ieri i due Paesi hanno reso noti gli elenchi di beni per i quali intendono ridurre i dazi reciproci (non è ancora noto di quanto) per un ammontare complessivo di 60 miliardi di merci. La lista americana contiene articoli per la tavola e le bambole a palloni da calcio e decorazioni natalizie. Sono inclusi alcuni tipi di elettrodomestici, come forni a microonde e tostapane, mentre rimangono esclusi i giocattoli dotati di funzionalità wi-fi e bluetooth. Più corposa la lista cinese, che prevede agevolazioni per 1.619 prodotti incluso il carbone nonché dispositivi medici come endoscopi e robot chirurgici. Comprese inoltre diverse tipologie di legname, oltre a prodotti agricoli e animali, dai semi di soia e la carne bovina congelata fino a foche e cammelli.

Si tratta di un importante accordo da parte di due potenze che hanno grandi problemi da risolvere: con Pechino a dover sostenere l’export per aumentare la crescita e gli Stati Uniti impelagati in un conflitto in Iran dove un riavvicinamento cinese potrebbe avere un ruolo chiave. Sta di fatto che a Washington continua a sobbollire un rischio crescente sui bond, con i Treasury decennali che ieri sono arrivati a rendere il 5,2%. A pesare sui titoli di Stato Usa c’è un clima generale di incertezza sui mercati, con la Federal Reserve che pare intenzionata a innescare un nuovo ciclo di rialzi dei tassi d’interesse per arginare l’inflazione alta.

La situazione sui bond americani finisce inevitabilmente a pesare anche su i titoli di Stato europei: ieri lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi ha raggiunto 94 punti, con il decennale italiano che rende il 4,6%. Va peggio per i titoli francesi, gli Oat, che sono arrivati a rendere il 4,78% con uno spread a quota 113. Si amplia ulteriormente dunque la forbice di rendimento tra i titoli francesi e quelli italiani.

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