In una fase politica complessa e dinanzi alle sfide della transizione digitale, ecologica e demografica, la Cisl sceglie con decisione la strada del dialogo istituzionale e della responsabilità. Il Comitato esecutivo della Confederazione di via Po ha approvato all’unanimità il «Libro Verde per il Patto sociale», un documento programmatico in undici punti che punta a superare la logica dello scontro per costruire una convergenza strategica con l’esecutivo e le parti sociali.
A tracciare la rotta è il segretario generale della Cisl, Daniela Fumarola, che chiarisce il valore politico dell’iniziativa: «L’Italia ha bisogno di tornare a discutere del proprio futuro, superando la logica dell’emergenza permanente e delle risposte di corto respiro». Con il Libro verde, prosegue, «la Cisl mette a disposizione del Paese un insieme di proposte per aprire un confronto largo: serve un nuovo Patto sociale, costruito attraverso il dialogo e la responsabilità condivisa».
L’impostazione del sindacato guidato da Fumarola si distingue per uno spiccato pragmatismo, dimostrando piena sintonia con le priorità di crescita del governo e della ministra del Lavoro Marina Calderone. Sul tema primario delle retribuzioni, la Cisl ribadisce il suo no alla rigidità del salario minimo legale per via legislativa, confermando che la strada maestra resta la contrattazione collettiva, da rafforzare attraverso il sistema bilaterale e il recupero del potere d’acquisto su base aziendale e territoriale. Un’apertura di credito importante verso la linea dell’esecutivo si registra anche sul fronte dell’economia reale: la Cisl propone infatti un modello flessibile per mobilitare il risparmio privato e delle casse previdenziali a sostegno degli investimenti produttivi e delle infrastrutture nazionali, garantendo adeguate coperture pubbliche senza imporre ingessature gestionali o pretese di veto. Il clima di collaborazione positiva si estende a tutti gli snodi chiave. Sul fronte fiscale, la Cisl condivide l’esigenza di alleggerire la pressione sul lavoro dipendente, sostenendo la necessità di proseguire nella riduzione del cuneo. Anche su politiche attive e la formazione si riscontra una forte sintonia con il ministero del Lavoro: la Cisl sollecita un superamento dei vecchi sussidi assistenziali a favore di un diritto soggettivo alla formazione continua e di una riorganizzazione dei servizi per l’impiego basata su risultati misurabili. Sul fronte pensioni l’obiettivo è la stabilità delle regole separando la spesa previdenziale da quella assistenziale e potenziando il secondo pilastro dei fondi pensione integrativi.
