Un filtro alle richieste di connessione, più spazio alle energie rinnovabili, consumo idrico controllato e un percorso urbanistico più impegnativo per scoraggiare il consumo di suolo agricolo. La Lombardia prepara una stretta sui data center, con l’obiettivo di selezionare gli investimenti effettivi e governarne la crescita. Secondo quanto anticipato al Giornale da Massimo Sertori, assessore regionale enti locali e risorse energetiche, le modifiche alla legge approvata a giugno saranno presentate oggi in Giunta.
Il punto di partenza è la dimensione delle richieste: secondo Sertori, quelle di connessione hanno raggiunto gli 11 gigawatt. Una potenza che fotografa le ambizioni degli operatori, ma anche la presenza di richieste speculative. Da qui l’introduzione «della validazione, da Terna, della fattibilità della connessione» per ogni progetto futuro. L’altro pilastro della legge riguarda l’approvvigionamento elettrico. «Le modifiche punteranno a favorire l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili attraverso i Ppa, i contratti di acquisto di lungo periodo». L’obiettivo è di offrire agli operatori visibilità sui costi e ai produttori una domanda stabile. Sul fronte urbanistico, la Regione intende poi rafforzare il disincentivo all’utilizzo dei campi agricoli oggi legato ai maggiori costi. Alla leva economica si affiancherà una maggiore articolazione dei procedimenti. Secondo Sertori, le «modifiche introdurranno passaggi attraverso piani attuativi e, nei casi previsti, varianti urbanistiche. Un percorso che darà maggiore capacità di intervento ai Comuni, ma implicherà tempi autorizzativi più lunghi».
L’effetto ricercato è quello di orientare gli investimenti verso i brownfield, le aree industriali dismesse. Tema che intercetta una delle principali contestazioni degli enti locali. Per Sertori serve comunque equilibrio: regolare la crescita senza compromettere l’attrattività di un territorio che sta concentrando una parte rilevante degli investimenti digitali. «La Lombardia sta facendo da apripista per tutta Italia», sottolinea l’assessore spiegando che anche il Piemonte guarda al modello lombardo. Un ulteriore intervento riguarderà, infine, l’acqua. La revisione introdurrà disposizioni sull’impiego di tecnologie di raffreddamento a circuito chiuso per contenere i consumi.
