Alla vigilia dell’assemblea di Elettricità Futura, in agenda oggi a Roma, è frattura nella frattura per l’associazione che rappresenta le imprese elettriche italiane. Eni ha precisato ieri di «non condividere» la decisione presa dal vertice di Elettricità Futura «di uscire da Confindustria Energia». Una decisione «che andrà comunque ratificata dal Consiglio generale dell’associazione», ha spiegato un portavoce di Eni. «In questo periodo di crisi, in cui tutte le parti sociali devono collaborare, Eni e Confindustria hanno un rapporto positivo di dialogo e collaborazione finalizzato a bilanciare l’esigenza di sostenibilità dei prezzi dell’energia per produttori e consumatori».
Non si è fatta attendere la replica dell’associazione. «Prendiamo atto della dichiarazione. Eni era presente alla riunione durante la quale è stato discusso il recesso. Ci dispiace che Eni, che detiene circa il 5% delle quote associative, abbia reso nota la sua opposizione non nel corso dei lavori, ma solo a riunione ampiamente conclusa. In ogni caso, la decisione è giunta al termine di un’ampia discussione che ha visto coinvolti i rappresentanti delle principali associate nonché primarie aziende del settore, al termine della quale è stato dato mandato al presidente, come previsto dallo statuto, di anticipare una determinazione condivisa che sarà poi sottoposta a ratifica formale del Consiglio Generale», ha dichiarato il presidente di Elettricità Futura, Salvatore Pinto.
