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Politica economica

Fisco, riforma completata. Più tutele per le famiglie

Tra le novità più rilevanti c’è il riordino delle regole sui carichi familiari nell’ambito della revisione dell’Irpef

Scattano i nuovi controlli incrociati dopo l'annuncio del 14 luglio: ecco chi finisce nel mirino del Fisco

Un altro tassello della riforma fiscale va al suo posto. Con il via libera dell’ultimo Cdm a tre decreti legislativi, il governo completa un percorso avviato con la delega fiscale del 2023, introducendo correttivi che puntano a rendere il sistema più semplice e ad evitare penalizzazioni per famiglie, lavoratori e imprese. Un risultato che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha definito «storico».

Tra le novità più rilevanti c’è il riordino delle regole sui carichi familiari nell’ambito della revisione dell’Irpef. L’intervento risolve alcune criticità emerse negli ultimi mesi e amplia le tutele per chi beneficia del welfare aziendale. In particolare, viene eliminato il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari per consentire anche nel 2025 la fruizione delle agevolazioni riconosciute ai familiari indicati dal Testo unico delle imposte sui redditi.

Importanti anche gli interventi sul concordato preventivo biennale. Accogliendo anche alcune indicazioni arrivate dal Parlamento, il decreto introduce uno stop ai controlli fiscali per gli anni dal 2020 al 2023 e riconosce ulteriori semplificazioni a chi rinnova l’adesione, con procedure più snelle per compensazioni, rimborsi e pagamento rateale delle imposte. Sul fronte dei pagamenti elettronici viene invece introdotta una soglia di tolleranza del 5% nelle differenze tra gli importi registrati dagli scontrini telematici e quelli incassati tramite Pos prima dell’applicazione delle sanzioni, una misura pensata per evitare contestazioni dovute a scostamenti minimi.

Novità anche per i fringe benefit legati alle auto aziendali. Viene confermata la tassazione forfettaria basata sulle tabelle Aci e differenziata in base all’alimentazione del veicolo, ma scompare il vincolo della nuova immatricolazione. La disciplina si estende così anche ai veicoli riassegnati a un nuovo dipendente, con una tassazione che dipenderà esclusivamente dall’età del mezzo.

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