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Politica economica

In Lombardia nasce il primo impianto per produrre idrogeno

Progetto: stabilimento anche con risorse Pnrr. Fornirà fino a 500 tonnellate

Hydrogen Valley, Olona

Il Pnrr accende la prima Hydrogen Valley in Lombardia. A Cairate e Lonate Ceppino, in provincia di Varese, è entrata in funzione H2Olona, impianto da 23 milioni finanziato per 11,5 milioni dal piano nazionale di ripresa e resilienza. Nata sulle ceneri dell’area dismessa dell’ex Cartiera Vita Mayer-Vima, l’iniziativa segna il passaggio dalla costruzione alla fase operativa di un impianto destinato a produrre idrogeno rinnovabile, con una capacità iniziale di circa 107 tonnellate all’anno e un obiettivo di 500 tonnellate entro il 2030. Il progetto è la prima Hydrogen Valley della Lombardia aperta al libero mercato e rientra nella strategia di sviluppo della filiera nazionale dell’idrogeno, considerato uno dei vettori su cui puntare per ridurre le emissioni nei settori industriali più difficili da elettrificare. Il finanziamento pubblico, in questo caso, ha un ruolo centrale: 11,5 milioni arrivano dal ministero dell’Ambiente attraverso il Pnrr. Non a caso, il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti ha sottolineato l’importanza della collaborazione pubblico-privata sottolineando come «le linee direttrici alla base di questo progetto - diversificazione tecnologica, sicurezza e pragmatismo -siano le stesse che guideranno il governo nelle scelte sugli investimenti che finanzierà nel quadro della clausola europea sulle spese per l’energia». Il cuore di H2Olona è un sistema integrato per la produzione di idrogeno verde attraverso l’elettrolisi dell’acqua, alimentato da energia rinnovabile. L’infrastruttura comprende

un impianto fotovoltaico da 4,5 megawatt e un elettrolizzatore da 2 megawatt, che costituiscono la base della capacità produttiva iniziale. Il piano industriale prevede una crescita graduale dei volumi: dalle circa 107 tonnellate annue previste nella prima fase a 220 tonnellate entro il 2028, fino a raggiungere le 500 tonnellate entro il 2030. L’aumento della produzione dovrà accompagnare lo sviluppo della domanda, condizione essenziale affinché gli investimenti negli impianti si traducano in un mercato dell’idrogeno sostenibile. L’obiettivo è favorire l’insediamento di nuove imprese e creare un ecosistema tecnologico.

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