È stato rinviato al 25 agosto l’incontro previsto per oggi a Roma fra il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e i rappresentanti di Regione Toscana, Comune e Provincia di Siena per affrontare il tema del futuro e delle prospettive di Mps. Il vertice era stato fissato dopo una formale richiesta presentata insieme dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dalla presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti e dal sindaco Nicoletta Fabio.
Vedremo cosa emergerà dal faccia a faccia di martedì prossimo, dopo che si saprà di più sulle prossime mosse che verranno intraprese a Siena. Di certo, gli enti locali nonché i politici senesi di Pd e «campo largo» si sono stretti attorno all’ad del Monte, Luigi Lovaglio, incalzando il governo affinché vengano presi impegni concreti sulla tutela dell’occupazione, del marchio, delle funzioni direzionali della banca e del suo storico legame con Siena. Lo ha fatto anche il governatore Giani che, però guarda con pragmatismo al futuro. E in particolare al 2029: spegnerà 70 candeline sulla torta e, dicono in Toscana, vorrebbe festeggiare il compleanno diventando sindaco di Firenze. Quando Matteo Renzi ha lasciato Palazzo Vecchio per Palazzo Chigi la missione gli sembrava quasi compiuta ma poi Dario Nardella gli aveva soffiato il posto. Da politico navigato quale è, e con una sfida così ambiziosa da giocare alle prossime comunali, difficilmente Giani vorrà entrare in rotta di collisione con Intesa Sanpaolo. Del gruppo è azionista con circa l’1,8% la Fondazione Cr Firenze (la cassa di risparmio fiorentina di riferimento è stata incorporata nel 2019 da Cà de Sass) che tutt’oggi resta uno dei principali centri di peso istituzionale e patrimoniale in riva all’Arno.
