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Politica economica

Manovra, dal fisco alla casa: il viceministro dell’Economia Leo svela le misure allo studio. “Attenzione al ceto medio”

Possibile aumento del secondo scaglione Irpef, flat tax al 5% sugli aumenti di reddito per gli under 35 e conferma degli sgravi sulla casa: queste le ipotesi allo studio. Secca chiusura invece sulla patrimoniale

Maurizio Leo
Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ANSA/FABIO CIMAGLIA

Il governo sta lavorando alla Manovra e i presupposti sono stati già anticipati per sommi capi dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e ora confermati dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo in un’intervista al Corriere della sera. Uno dei temi principali è l’evasione, ancora troppo alta in Italia, anche se sono state già adottate misure di contrasto, perché “il sistema fiscale è cambiato molto dagli anni Settanta, quando c’erano tantissime aliquote, dal 10 al 70%. Oggi ci sono solo tre aliquote, tante forme di sgravi, la no tax area, eccetera. Certo, c’è anche tanta evasione fiscale, ma negli ultimi anni si è ridotta”.

Dal 2023 al 2025, ha spiegato Leo, “abbiamo recuperato 101 miliardi, un record assoluto: 31,4 miliardi nel 2023, 33,4 nel ‘24 e 36,2 nel ‘25. Rispetto all’impostazione tradizionale, ora il fisco è fatto non solo di norme, ma di norme e tecnologia: abbiamo 200 banche dati tra loro interoperabili: disponiamo di un miliardo e 300 milioni di informazioni dalle dichiarazioni precompilate, 5 miliardi di informazioni relative ai contribuenti che applicano gli Isa, di 2,4 miliardi di fatture elettroniche, e da gennaio a settembre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, ci sono stati 250 milioni di scontrini in più”. Il viceministro ha rivendicato il nuovo approccio di dialogo tra Stato e contribuenti ma nega la possibilità di una nuova rottamazione e ora “per esempio abbiamo affidato alla nostra società Amco la riscossione dei crediti degli enti territoriali”.

A chi sostiene che la flat tax al 15% per gli autonomi sia un’ingiustizia per i dipendenti, Leo sottolinea che è solo una delle flat tax e che “per gli autonomi, se contiamo l’aliquota contributiva del 26% e il fatto che il coefficiente di abbattimento delle spese è spesso insufficiente, la flat tax può essere giustificata”. Anche per questo non esclude la possibilità di alzare il limite a 100.000 euro ma “dobbiamo però sapere che per superare il tetto degli 85mila euro serve l’autorizzazione della Ue”. Poi, sull’aumento del secondo scaglione Irpef fino a 60mila euro di reddito, ha sottolineato che “bisognerà verificare le coperture, circa 2,7 miliardi. E poi c’è sempre un livello di decisione politica che spetta ai leader. Ma il segnale di attenzione al ceto medio ci sarà”. E per i giovani, invece, “si può pensare a una flat tax del 5% sugli aumenti di reddito da un anno all’altro per i giovani fino a 35 anni, una misura che dovrebbe essere accompagnata da un beneficio fiscale per il datore di lavoro che concede aumenti”.

Sulla casa, ha dichiarato, “penso sia bene mantenere gli sgravi del 50 e 36% sulle ristrutturazioni, rispettivamente, della prima e seconda casa, che altrimenti dal 2027 scenderebbero al 36 e 30%. Inoltre, sono per introdurre la cedolare secca del 21% anche sulle locazioni degli immobili commerciali entro determinati limiti: può aiutare in particolare il commercio di prossimità, facilitando l’accordo tra esercenti e proprietari su canoni più bassi”. Mentre sulla patrimoniale è categorico: “Oggi i grandi patrimoni sono soprattutto di natura finanziaria e se si mette una patrimoniale ci si sposta facilmente in altri Paesi, dove la tassazione è molto bassa o addirittura inesistente. In aggiunta, si rischia di perdere non solo quello che si cerca di tassare ma anche, in base alla legislazione vigente, quello che è attualmente tassato. Ecco perché sono contrario”.

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