È scattata da ieri la seconda tappa della stretta europea sulle spedizioni di basso valore che inondano il mercato unico, in larga parte targate Shein e Temu. Alle merci acquistate online e spedite da Paesi extra-Ue si applica una commissione di gestione di 2 euro, che si somma al dazio forfettario di 3 euro in vigore da luglio sugli invii sotto i 150 euro. Il contributo non si calcola sul singolo pacco, ma su ogni categoria di articoli dichiarata in dogana: venti cappellini pagano 2 euro, un pacco con cappellini, magliette e cinture ne paga 6. Sotto la soglia dei 150 euro, sommando il dazio, si arriva a 5 euro per voce doganale. A versare saranno piattaforme, venditori o intermediari, ma l’onere potrà scaricarsi sui prezzi finali.
I numeri spiegano la mossa di Bruxelles. Nel 2025 sono entrati nell’Unione quasi 5,9 miliardi di articoli con spedizioni di basso valore, quattro volte il volume del 2022, oltre 180 al secondo, per più del 90% dalla Cina. Un flusso che ha messo sotto pressione le dogane, reso più difficile intercettare prodotti contraffatti o pericolosi e penalizzato le imprese europee. La cura sembra funzionare: secondo la Commissione, dopo l’arrivo del dazio le importazioni dichiarate con la procedura semplificata H7 sono calate di circa il 64%, le vendite a distanza dichiarate con la procedura ordinaria H1 del 48%. La commissione da 2 euro è permanente, rivedibile ogni due anni, e servirà a coprire i costi dei controlli; il forfait da 3 euro resterà fino a luglio 2028, quando il nuovo Customs Data Hub consentirà di applicare le tariffe ordinarie.
L’Italia, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, era stata in prima linea nel chiedere di anticipare l’intervento senza attendere la riforma delle dogane. E ora, con il quadro europeo operativo, il governo rinuncia al proprio prelievo: l’articolo 30 della manovra cancella la tassa nazionale di 2 euro introdotta un anno fa, mai applicata e già slittata quattro volte, che sarebbe dovuta scattare il primo gennaio 2027, «ai fini del coordinamento» con le regole Ue. Una scelta da 91,3 milioni l’anno che evita il doppio balzello. Il Codacons approva: altrimenti si sarebbe arrivati a 7 euro ad articolo, Iva esclusa. Adusbef avverte però che la commissione è dovuta anche in caso di reso: a essere rimborsabile è solo l’Iva.
