Sullo sviluppo dell’eolico offshore nel porto di Taranto non c’è alcun ridimensionamento strategico, ma solo un fisiologico e temporaneo riallineamento di cassa legato ai cronoprogrammi di spesa. A fare chiarezza su una vicenda su cui si erano sollevati inutili allarmismi è stato lo stesso ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, confermando che la piena disponibilità delle risorse previste sarà integralmente reintegrata nel corso del 2027.
La rimodulazione delle risorse per il 2026, che assicura comunque al porto ionico oltre 13,9 milioni di euro sui capitoli di bilancio del Mase, rientra nella gestione dei tagli lineari di spesa che gli uffici ministeriali stanno coordinando in perfetta aderenza all’avanzamento effettivo dei cantieri. La dotazione complessiva tornerà del tutto invariata nel 2027, garantendo la totale copertura finanziaria delle opere previste. Un’impostazione responsabile che preserva la centralità del progetto evitando sprechi o stasi operative.
A smorzare i toni è stato lo stesso presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti (in foto), il quale ha riconosciuto che «dalle parole del ministro scaturisce un quadro meno allarmante». Gugliotti ha sottolineato come «nella prospettiva di un reintegro, il ministero ha evitato di modificare il rilievo strategico degli interventi e di inficiare gli obiettivi della misura», consentendo così a Taranto di proseguire il proprio percorso da protagonista nella transizione energetica. L’appuntamento dell’8 e 9 ottobre a Taranto con l’evento «Offshore Wind Revolution» offrirà l’occasione per confermare la solidità di un piano strategico che il governo intende portare avanti con determinazione e concretezza.
