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Politica estera

Bufera Trump sull’Irlanda. “Unita sarebbe fantastica”

Il tycoon: “Prima o poi succederà”. Ira dei protestanti

People take part in a protest against the visit of US President Donald Trump in the Irish capital Dublin on September 12, 2026. Trump arrived in Ireland on September 12 for a two-day visit, stopping for a few hours in Dublin before heading west to his Trump International Golf Links to attend the Irish Open. (Photo by Arthur Carron / AFP)

Un’Irlanda «unita» sarebbe «fantastica». Donald Trump sbarca a Dublino e riapre una questione politicamente delicata, rompendo la tradizionale linea della cautela di Washington.

Il presidente americano è arrivato ieri mattina in Irlanda per una visita di due giorni, dove ha incontrato il premier Micheál Martin e la presidente Catherine Connolly, prima di recarsi al suo golf resort di Doonbeg, sulla costa occidentale del Paese. Durante la conferenza stampa con Martin, il tycoon ha affermato di «desiderare molto» un’Irlanda «unita» e «che prima o poi succederà». «Penso che sarebbe fantastico, come potrebbe essere una cosa negativa?», ha aggiunto. «Qui c’è l’uomo giusto per far partire il processo», ha poi affermato indicando il premier, aggiungendo: «Il Regno Unito avrà ovviamente qualcosa da dire, ma ritengo che sarebbe un’ottima

cosa». La replica di Londra è arrivata a stretto giro: un portavoce del primo ministro Andy Burnham ha sottolineato che la sua posizione in merito rimane invariata. «Non mi risulta che vi sia un sostegno maggioritario dell’opinione pubblica a un altro referendum e, finché la situazione non cambierà, non ce ne sarà uno». Anche il leader di Reform Uk Nigel Farage chiude all’ipotesi: «L’Irlanda del Nord è parte integrante e di cui il Regno Unito è fiero». La ministra irlandese degli Esteri, Helen McEntee, ha spiegato che le dichiarazioni di Trump rappresentano «una sua opinione personale», e «non modifica il fatto che la posizione del governo irlandese è chiara, la posizione del Regno Unito è chiara ed è chiaro l’Accordo del Venerdì Santo. Un evento di tale portata può verificarsi soltanto in presenza del consenso del popolo irlandese. È un obiettivo su cui dobbiamo lavorare e verso cui dobbiamo tendere», ha sottolineato.

L’isola d’Irlanda è divisa dal 1921 tra la Repubblica d’Irlanda, a Sud, e l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito. In base all’Accordo del Venerdì Santo del 1998, che pose fine a tre decenni di violenze settarie in Irlanda del Nord costate la vita a circa 3mila persone, è possibile indire un referendum se il governo britannico ritiene probabile che la maggioranza della popolazione sia favorevole all’unione con la Repubblica d’Irlanda. E anche la popolazione dovrebbe votare a favore. Ieri, intanto, a Dublino oltre 10.000 persone hanno sfilato per le strade contro Trump in segno di dissenso nei confronti suoi e delle sue politiche, tra cui il conflitto in Iran e la scarsa sensibilità alla causa palestinese.

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