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Politica estera

“Curare figli non è lavoro”. Gaffe del premier austriaco. In rivolta le mamme (e no)

La scivolata del cancelliere Stocker. Manifestazione delle donne a Vienna: “Educare bambini non è un passatempo”. Lui costretto alle scuse dalla Turchia

Austria, dopo cinque mesi accordo di governo senza destra. Christian Stocker sarà cancelliere

Politicalmente corretto addio. Strategia woke anche. Il cancelliere austriaco Christian Stocker in una sola frase ha la rara abilità di mandare all’aria anni di lotta per la parità di genere e relega l’immagine della donna alla casalinga anni Cinquanta che si esalta per la lavatrice nuova e fa l’uovo sbattuto con lo zucchero ai pargoli.

Durante un incontro pubblico a Salisburgo, alla domanda su come si concilino famiglia e lavoro, risponde con la leggerezza di chi non è mai stato svegliato dal pianto di un neonato per tre volte a notte: «La cura dei figli - se ne salta fuori - non la vedrei proprio come un lavoro». E per non lasciare dubbi, ci mette anche il carico: lui i suoi figli non li ha mai considerati un «calcolo», come invece si fa nel lavoro, chiedendosi retoricamente cosa avrebbe dovuto ricevere in cambio del tempo dedicato a crescerli. Ma forse non considera un «calcolo» nemmeno il suo intervento, mediaticamente pessimo.

Non servono sondaggi per immaginare chi si sia sentito chiamato in causa: le madri, quelle che ogni giorno fanno esattamente quel lavoro che il cancelliere declassa a passatempo. E magari molte hanno dovuto rinunciare al lavoro (quello in ufficio) per badare ai figli: non solo nella fase pappe e pannolini ma anche dopo, con la scuola, la crescita, l’adolescenza. Le critiche non arrivano solo dall’opposizione, come da copione, ma anche dagli alleati di governo e da una fila di organizzazioni femminili che aspettavano solo un pretesto, ora servito su un piatto d’argento.

Stocker prova a rimediare: «La cura dei bambini è un lavoro. Soprattutto le donne, che nella maggior parte delle famiglie si fanno carico dell’educazione dei figli, svolgono un compito straordinario». E vabbé, belle parole ma che suonano solo come un’improbabile pezza per ricucire la gaffe.

Le mamme, infatti, non ci stanno. L’alleanza Frauen*Streiken chiama a raccolta e organizza un presidio sotto la Cancelleria a Vienna, con un messaggio che più chiaro non si può: non permetteremo che il cancelliere derida il nostro lavoro. L’obiettivo dichiarato è ricordargli, cartelli alla mano, chi tiene davvero in piedi il Paese ogni santo giorno, gratis e senza ferie.

Il cancelliere, però, alla manifestazione non ci sarà: è ad Ankara, impegni ufficiali con Erdoan.

Assenza giustificata sulla carta, pessima nei tempi, perché mentre le madri austriache protestano sotto casa sua, lui è altrove, e il sospetto che sia più comodo scusarsi da lontano che ascoltare da vicino è difficile da scacciare.

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