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Politica estera

E Pedro si mette a consigliare libri (che non legge) e canzoni

Il premier dispensa consigli di lettura e musicali via social mentre infuria il caso migranti

Barcellona si offre, Madrid dice no: il boomerang del buonismo di Sanchez

Alla fine siamo in un’epoca di premier influencer, dove un video su Tik tok vale più di una conferenza stampa organizzata in Parlamento. E per esprimere un parere, dettare la linea, vanno meglio Facebook o X del congresso del partito. Allora non è stupefacente che Pedro Sánchez abbia pubblicato, con apposito videino su Instagram, la sua playlist per l’estate: «Verano 26». Magari lo è di più la scelta di farlo mentre la Spagna è nel mezzo di una crisi migratoria senza precedenti. Pazienza, se fosse un leader di centrodestra sarebbe già partito il linciaggio contro l’irresponsabile... Essendo di sinistra bisogna riconoscergli la capacità di sdrammatizzare, infondo non tutti sono annegati per arrivare a Ceuta, o terrorizzati si sono armati di bastoni per respingere l’invasione...

E allora vediamola questa Playlist, anzi ascoltiamola.

Vivamente consigliata la canzone El Baifo del rapper Quevedo, cresciuto alle Canarie (un’altra exclave africana per certi versi). Cosa dice il testo?

«Non voglio mai andare via/ Dalla terra dove è nata mia madre/ Anche se viaggio lontano, torno sempre lì/ Sarà sempre il posto dove voglio stare». Magari è un modo per convincere i migranti a tornare indietro...

Ma insomma sono canzonette non mettiamolo alle strette, per parafrasare, una vecchia hit di Edoardo Bennato. Poi però si è messo a consigliare anche libri... Beh un momento di serietà. Sì parte dal romanzo Comerás flores di Lucia Solla Sobral. Eviteremo ironie: il titolo «Mangerai fiori» suona male come consiglio ai migranti che sono rimasti bloccati nella «terra di nessuno» di Ceuta senza acqua e senza cibo per giorni... Per carità il romanzo parla di tutt’altro. Poi consiglia un fumetto, il bellissimo Nocturnos di Laura Pérez (che potete trovare anche in edizione italiana). É una sottile meditazione sulla solitudine, sull’ansia e sulla modernità. In tutto il testo, e nelle immagini, c’è un senso di minaccia sospesa. Ecco forse se Sanchez l’avesse letto bene, forse avrebbe potuto riflettere sul senso di certe scelte.

Questa però è una suggestione... Invece il saggio che Sanchez consiglia a tutti non è una suggestione: si intitola L’era della non pace (in Italia per i tipi della Bocconi University Press) e spiega come il sogno della globalizzazione si sia trasformato in una minaccia, soprattutto per l’Europa.

Spiega come abbattere i confini non sia stato affatto una ricetta di pacificazione. E allora non si riesce a non porsi la domanda... Ma invece di consigliarlo al prossimo non avrebbe fatto meglio Sanchez a leggerselo meglio? E a metterlo in pratica prima?

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