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Politica estera

Putin si prepara al voto: escluso l’unico partito di opposizione

Yabloko, che vuole la pace, dichiarato fuori legge. Kiev colpisce raffineria in Tatarstan

epa13159808 Russian President Vladimir Putin meets with urban development officials and urbanists in Ulan-Ude, Republic of Buryatia, Russia, 10 August 2026. Putin travelled to the Russian Far East for a series of high-level meetings focused on urban development, regional infrastructure, and public transit. EPA/SERGEY FADEICHEV /SPUTNIK/KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Ai filorussi di casa nostra fischieranno le orecchie. O forse, chissà, brilleranno gli occhi. Perché in quello che viene descritto come una sorta di paradiso in cui tutto funziona bene, i cui unici problemi sono portati dall’Occidente brutto e cattivo per non parlare di quei guerrafondai degli ucraini che proprio non vogliono arrendersi, la corte Suprema ha escluso dalle prossime elezioni il partito Yabloko. Di fatto l’unico movimento di opposizione rimasto e l’unico a chiedere esplicitamente la fine della guerra in Ucraina. Una manifesto di democrazia. Cui si aggiunge ciò che accaduto subito dopo. Un centinaio di persone si è radunato fuori dalla Corte per protestare, scandendo il nome di Yabloko a gran voce. Risultato: è arrivata la polizia che ha ordinato alla folle di disperdersi immediatamente altrimenti sarebbe scattato per loro l’immediato reclutamento.

Le, ridicole, motivazioni ufficiali, sono la violazione del diritto d’autore, una campagna elettorale illegale e, ovviamente, il sostegno all’estremismo. Che, per inciso, è quel pacifismo a cui si appellano i nostrani pacifinti. In Russia funziona così. Chi si oppone al regime di Putin, nel migliore delle ipotesi viene escluso dalle elezioni. In altri casi si finisce in galera, al confino, oppure si sparisce nel nulla. Senza dimenticare i the conditi al polonio o le classiche distrazioni che nel muoversi in casa causano cadute mortali dalle finestre. Non è un caso che l’esclusione del partito arrivi a pochi giorni dalla diffusione del sondaggio che certifica come Putin abbia perso 15 punti percentuali di gradimento solo nelle ultime settimane. Sia mai che le prossime elezioni non siano un plebiscito, meglio evitare direttamente le opposizioni.

Intanto, il conflitto non si ferma. Mentre la Russia continua a colpire obiettivi civili in Ucraina, le forze di Kiev non fermano i loro attacchi a lungo raggio. Ieri è stata colpita la raffineria di Taneko a Nizhnekamsk, città industriale situata a circa 1.600 chilometri dal confine ucraino nel Tatarstan, nella Russia centrale. Le autorità locali riportano 13 morti e 48 feriti con Mosca che tuona accusando Kiev di terrorismo. Lo stato maggiore ucraino ha rivendicato attacchi contro altri obiettivi russi nei territori occupati dell’Ucraina orientale. Una strategia che punta a obbligare Mosca a sedere davvero al tavolo delle trattative. Cosa che, se mai accadrà davvero, non sarà grazie ai partiti di opposizione interna. Che semplicemente non possono esistere.

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