Per un uomo che ha costruito la propria immagine pubblica con la tv, prima come star di «The Apprentice» e poi come candidato e presidente, la scena è surreale. Sul Prato Sud della Casa Bianca, dove ha fatto realizzare un nuovo eliporto per il Marine One, del quale per mesi ha documentato sui social media la costruzione, nel giorno dell’inaugurazione Donald Trump è rimasto muto. È accaduto lunedì. A raccogliere e rilanciare nel mondo le sue parole non c’erano le telecamere dei network Usa del «pool», il gruppo di testate che da decenni a rotazione seguono ogni passo dei presidenti americani. Le corazzate Abc, Nbc, Cbs e Fox News - perfino la conservatrice e trumpiana Fox News - si sono autosospese, in risposta alla messa al bando dalla Casa Bianca dei colleghi della Cnn, Ms Now e Politico. È un gesto di solidarietà senza precedenti, in un’industria in cui la competizione è spietata. Un boomerang, quindi, per il presidente «più televisivo della Storia», al quale la Casa Bianca ha risposto annunciando il varo della «Trump Tv», di fatto un canale streaming su YouTube (presente anche sul sito della White House), che nelle intenzioni del tycoon e del suo ufficio stampa dovrebbe rimpiazzare la copertura mediatica globale finora garantita dai grandi network.
In attesa di conoscere la decisione del giudice che stamani si pronuncerà sul ricorso presentato dalle testate allontanate dalla Casa Bianca (in base a un precedente legato alla prima Presidenza di Trump dovrebbero essere prontamente reintegrate), Trump ha preteso ieri di far valere la sua punizione anche al Palazzo di Vetro dell’Onu, dove era presente per l’Assemblea Generale. «Non dovresti essere qui», ha detto alla giornalista della Cnn che, approfittando del «campo neutro», tentava di fargli una domanda. La decisione di Trump di escludere «i media fake news» dalla Casa Bianca, secondo i retroscena, ha spiazzato anche i suoi più stretti collaboratori, a cominciare dalla capa dello staff, Susie Wiles. Secondo i maligni, sarebbe stata innescata dall’assistente personale del tycoon, la discussa Natalia Harp, che gli avrebbe mostrato dei resoconti giornalistici particolarmente critici ad opera delle tre testate incriminate. Di qui la reazione del presidente. Alle speculazioni sul ruolo della Harp se ne sono aggiunte di nuove, dopo che la first lady Melania, durante un evento a New York, si è fatta seguire proprio dalle telecamere dell’odiata Cnn. E tuttavia, secondo il Wall Street Journal, Trump accarezzava già dal mese scorso l’idea di allontanare «tutti» i giornalisti dalla Casa Bianca, per spostarli in un edificio adiacente.
Resta da vedere quanto durerà il braccio di ferro tra Trump e i media Usa (al boicottaggio del «pool» si sono uniti anche New York Times e Washington Post), mentre a Washington ci si prepara all’arrivo, stasera, del leader cinese Xi Jinping, per una visita di Stato attesa da mesi. Un evento che nelle intenzioni di Trump dovrebbe proiettare in patria e all’estero la sua immagine di leader mondiale. Il rischio è che telecamere e microfoni rimangano spenti.
