Una forza politica non diventa il primo partito tedesco ottenendo oltre il 44% di consensi in un importante land della Germania orientale per caso. Oltre alle motivazioni che spingono milioni di tedeschi a votare per l’AfD (immigrazione, crisi industriale e identitaria, disillusione verso l’establishment) c’è un lavoro culturale e di elaborazione di pensiero che va avanti da anni attorno ad Alternative für Deutschland che è stato snobbato e demonizzato invece di essere studiato e approfondito. Case editrici, riviste, think tank vicine al partito hanno fornito un’impalcatura valoriale e ideologica che è servita ai principali esponenti del partito per le proprie battaglie politiche. Immaginare l’Afd come un monolite sarebbe però sbagliato come spiega al Giornale Lukas Steinwandter, caporedattore della rivista cristiano conservatrice Corrigenda: «L’AfD è caratterizzata principalmente da due correnti culturali: da un lato, dalla nostalgia liberal-conservatrice per la vecchia Repubblica Federale, con gli Stati Uniti come potenza protettrice, quando la società era ancora più conservatrice e cristiana e, di conseguenza, anche la Cdu aveva ancora un sistema di valori conservatori. Dall’altro lato da una visione del mondo nazional-statista che fa riferimento alla Rivoluzione Conservatrice degli anni Venti, che ha studiato Gramsci e il concetto di egemonia culturale e che ragiona in termini multipolari». «Entrambe le correnti concordano sul fatto che l’AfD sia il partito dell’uomo comune e voglia difendere l’Occidente cristiano», aggiunge Steinwandter.
In Sassonia-Anhalt le figure che hanno più contribuito all’elaborazione di pensiero del partito sono tre. Anzitutto Hans-Thomas Tillschneider che ha scritto il programma di governo dell’Afd in Sassonia-Anhalt e ha pubblicato il libro Politica culturale. Cosa significa essere tedeschi in cui spiega come «nonostante tutto il fervore anti nazionalista, gli esseri umani rimangono profondamente radicati nella propria nazione». Altra figura importante è il giornalista Benedikt Kaiser, così come Götz Kubitschek che dirige Sezession, una delle riviste più influenti della destra tedesca.
Tra i giornali che influenzano la classe dirigente dell’Afd c’è senza dubbio Junge Freiheit diretta da Dieter Stein, figura legata al mondo conservatore europeo, è uno spazio che potrebbe fungere da cerniera tra l’Afd e la Cdu, così come un’altra importante rivista come CATO. Tra le altre figure di spicco c’è Karlheinz Weißmann, storico e pensatore della Nuova Destra tedesca e un autore come Benedikt Kaiser. Si tratta perciò di un mondo molto più variegato e complesso di quello che alcuni vorrebbero raccontare in Italia.
