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Politica estera

Frau Merkel, le porte aperte e 11 anni di terrore. E l’Afd vola

Oltre 3 milioni i richiedenti asilo di fede islamica. La svolta ha minato la sicurezza del Paese

Le mani della Merkel sul Made in Italy

«Wir schaffen das». «Possiamo farcela». Così parlò Angela Merkel. Era il 31 agosto 2015.Mentre lei rassicurava il popolo tedesco, un milione di migranti da Siria, Afghanistan e altri fronti dell’estremismo islamico bussava alle porte della Germania. Undici anni dopo quella promessa rappresenta uno dei più colossali errori politici commessi da un cancelliere del dopoguerra. L’asilo regalato a un milione di illegali in quel 2015 seguito - nel decennio successivo- dall’arrivo di altri due milioni e passa di richiedenti asilo (senza contare il milione e 300mila ucraini dal 2022) ha portato i richiedenti di fede islamica a superare i tre milioni in un solo decennio.Una rivoluzione demografica che ha cambiato il volto delle città e sgretolato gli standard di sicurezza a cui erano abituati i tedeschi. Per capirlo basta analizzare la drammatica frequenza con cui si sono succeduti - dal 2015 - gli attentati messi a segno usando, come sabato sera a Berlino, un’automobile, un camion o un furgone. L’anteprima più sconvolgente resta quella del dicembre 2016 a Berlino quando il tunisino Anis Amri, poi ucciso dalla polizia nell’hinterland milanese, investe con un camion la folla dei mercatini di Natale uccidendo 11 persone.

L’ispirazione per quell’attentato arriva dall’audio messaggio di un anno prima del portavoce dell’Isis Abu Mohammed al-Adnani. Un messaggio in cui s’invitano i musulmani residenti nelle città occidentali a far strage di «miscredenti» (kuffar) con qualsiasi mezzo possibile, incluse le auto. La strage messa a segno da Amri è solo la prima di una serie arrivata, con l’attacco al Gay Pride di sabato sera, a quota otto. Il tutto - secondo il Bundeskriminalamt (Bka) - per un bilancio di almeno 29 morti e oltre cento feriti. Ma quei dati non comprendono i molti casi che le autorità tedesche - impegnate a minimizzare il rischio legato all’islamismo -ha derubricato a impeti di follia. Impeti stranamente mai rilevati prima del 2015. Ma gli attacchi con mezzi di trasporto s’inseriscono nella rosa più ampia degli almeno 16 attentati d’ispirazione islamista tra 2015 e2026. Attentati costati la vita di 25 persone e il ferimento di altre 200. Ma i dati Bka si dimostrano ancor più inquietanti quando analizzano la propensione alla delinquenza tra i tedeschi e i richiedenti asilo. I cittadini di origine non tedesca rappresentano oggi circa il 14-15% della popolazione, ma negli ultimi anni il 35% dei reati commessi sono attribuiti a loro. Le percentuali si fanno ancor più preoccupanti quando si vanno ad analizzare i crimini violenti. In quel settore la quota di sospettati non tedeschi è salita dal 33% di 11 anni fa all’oltre 43% di oggi. Ma va ancora peggio se si esaminano i reati sessuali.Il40% degli stupri è attribuito agli stranieri. Più selettivamente i Zuwanderer (richiedenti asilo, rifugiati emigranti temporanei secondo la definizione Bka) sono circa il 9% di tutti i sospettati, con quote più alte in furti, reati contro la vita e il patrimonio. Mai Zuwanderer di origine afghana, siriana e nordafricani mostrano tassi assai più elevati, specialmente tra giovani uomini.

A pagare lo strafalcione politico e sociale della Merkel non sono solo i cittadini assediati da migranti violenti e islamisti. Una penale altrettanto salata rischiano di pagarla la Cdu che fu della Merkel egli altri partiti istituzionali. Mentre la Cdu è crollata nei sondaggi al 20,5% e la Spd supera a stento il 13%, l’estrema destra dell’Afd veleggia intorno al 30% e si prepara a diventare primo partito. Undici anni dopo, insomma, è l’unica ad avercela fatta.

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