Donald Trump vuole tornare alle vecchie catapulte a vapore sulle portaerei Usa. Il presidente ha ordinato alla Marina di smantellare un complesso sistema per il lancio di aerei da combattimento e di tornare a tecnologie più datate nonostante il parere contrario degli esperti. Una mossa, scrive il Wall Street Journal, che probabilmente costerà miliardi di dollari. Il tycoon ha mantenuto una promessa fatta quasi 10 anni fa di tornare al vapore dopo aver sentito un marinaio elogiarlo durante una visita ad una nave nel corso del suo primo mandato, e ha firmato un memorandum sulla sicurezza nazionale che prevede la rimozione del sistema di catapulta elettromagnetica utilizzato dalle portaerei della classe Gerald R. Ford. Il provvedimento impone di riprogettare la quarta nave della classe, che prenderà il nome di Doris Miller, e tutte le successive, mentre le prime tre navi (Ford, John F. Kennedy ed Enterprise) manterranno il sistema attuale. In un’intervista a Time nel 2017, Trump disse di aver chiesto di tornare al «maledetto vapore», e da allora i vertici della Marina e dell’industria si sono opposti a causa degli enormi costi per smantellare un sistema così complesso, parte integrante della progettazione della classe Ford. «Non sono (tecnologie, ndr) affatto valide, sono troppo complesse», ha affermato Trump il mese scorso durante una conferenza in Pennsylvania. Questo pur se a febbraio la Navy ha decantato il successo delle nuove catapulte elettromagnetiche e del sistema di arresto avanzato della Ford, affermando che consentivano alla portaerei di lanciare e recuperare aerei a un ritmo superiore rispetto alle precedenti navi classe Nimitz. Il vapore su queste ultime alimenta non solo le catapulte, ma anche il riscaldamento e gli evaporatori che producono acqua dolce e le attrezzature di cucina. Le tubature attraversano l’intera nave, creando numerosi punti di potenziale guasto, mentre «l’elettricità è più affidabile», ha detto un esperto al Wsj, aggiungendo anche una manutenzione più economica. «Questa decisione porterà alla realizzazione di portaerei con sistemi più robusti rispetto agli attuali, tecnologicamente sofisticati, ma più complessi», ha replicato la Casa Bianca. L’ordine rappresenta l’ennesimo blitz del comandante in capo nella progettazione e nello sviluppo di programmi militari: in passato è intervenuto direttamente nei negoziati per i programmi dell’Air Force One e del caccia F-35, ha imposto modifiche progettuali alla fregata classe Constellation e promosso la creazione di navi da battaglia classe Trump. Intanto, ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi del 100% sui droni importati, colpendo i dispositivi di determinate dimensioni o dotati di specifiche capacità considerate particolarmente sensibili ai fini della sicurezza nazionale, nonché alcune componenti critici di questi velivoli.

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