«Il tempo di Westminster sta per finire». La pensano così i leader nazionalisti di Scozia, Irlanda del Nord e Galles che ieri a Cardiff hanno siglato un accordo congiunto che aspira all’indipendenza da Londra. Secondo i capi del Plaid Cymru, Sinn Fein e SNP nessun governo di Westminster «ha il diritto di bloccare il corso della democrazia». Nel corso della riunione sono tuttavia emerse delle differenze sostanziali: mentre lo scozzese John Swinney e la nordirlandese Michelle O’Neill hanno entrambi chiesto il referendum, il gallese Ruhn ap Iorwerth non ha fissato delle date per chiamare al voto il proprio Paese. Più tardi Swinney e ap Iorwerth si sono invece trovati concordi nel lavorare insieme per fare pressione sul governo di Burnham per un’equa distribuzione dei fondi e la delega dei poteri, tema su cui il Primo Ministro si era inizialmente dimostrato sensibile.
Dall’inizio della devoluzione, è la prima volta che tutti e tre primi ministri vogliono staccarsi dal Regno Unito. «Per la gente che guarda queste isole non potrebbe esserci un segnale più chiaro che il tempo di Westminster sta per finire - dice il memorandum siglato ieri - Nessun Governo ha il diritto di fermare la democrazia o sottovalutare il principio che la nostra gente possa decidere del nostro futuro». «Riconosciamo che i nostri partiti hanno diverse posizioni costituzionali - continua - e che ogni nazione determinerà il proprio destino a suo modo e con i suoi tempi».
Plaid Cymru ha escluso un referendum prima delle elezioni del 2030, ma il Premier ha sottolineato che «esiste una consapevolezza sempre più ampia che il sistema attuale non funziona. Il potere necessita di essere più vicino alle persone». Il leader scozzese Swinney ha descritto la riunione di ieri «un momento fondamentale» dichiarando che «il principio di autodeterminazione è un diritto inalienabile» e che Burnham sarà «l’ultimo Primo Ministro del Regno Unito: se alla gente di Scozia verrà data l’opportunità di votare per l’indipendenza, sceglierà quella strada». Anche la Premier O’Neill ha detto che non consentirà a nessun governo di togliere alla sua gente il diritto di scelta. Prima di essere eletto Burnham si era dichiarato disponibile ad un cambiamento alla riforma per la distribuzione dei fondi in Galles, ma nella sua recente visita in quella terra aveva fatto capire che quella prospettiva era ancora lontana. Diversa invece la sua posizione su un secondo referendum scozzese che il Premier ha detto di ritenere possibile nel caso ci fosse un chiaro sostegno da parte dell’opinione pubblica.
