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Politica estera

La marcia unionista lungo la via cattolica dopo 28 anni e la catena umana per fermarla: torna la tensione in Irlanda del Nord

L’Orange Order torna a sfilare lungo Garvaghy Road per la prima volta dal 1997. Proteste a Portadown, mentre la polizia presidia la zona

catena umana irlanda del nord

L’Irlanda del nord quest’oggi si sveglia con l’ombra dei Trubles a incombere nelle sue strade. Di certo non come nel suo periodo più buio, ma la marcia dell’Orange Order (protestante e unionista) che torna a sfilare lungo Garvaghy Road di Portadown (area a maggioranza cattolica e nazionalista) non promette nulla di buono. Non accadeva dal 1997.

La Parades Commission, l’autorità che supervisiona le manifestazioni controverse, ha autorizzato 35 membri dell’Orange Order a percorrere la nota arteria in silenzio, senza bande musicali né sostenitori al seguito. Centinaia di manifestanti si sono radunati nella zona della Garvaghy Road questa notte, mentre i residenti approntavano la loro una contromanifestazione. La Commissione ha iniziato a operare nel 1998 per regolamentare le parate e cercare di allentare le tensioni legate alle marce.

La zona di Garvaghy Road e la chiesa di Drumcree a Portadown sono state per decenni uno dei punti di scontro più accesi d’Irlanda del Nord. Durante i momenti più caldi dei Troubles, residenti nazionalisti o attivisti lealisti hanno più volte formato barriere umane pacifiche e catene di solidarietà per protestare, bloccare il passaggio dei cortei o fare da scudo umano alle rispettive comunità. Una scena rivista questa mattina: catene umane sono state realizzate dai residenti contro l’avanzata degli unionisti. “La via cattolica resta chiusa per loro” è, questa mattina, il grido di battaglia della controparte.

La prima ministra dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill, esponente dei repubblicani del Sinn Fein, ha condannato la decisione. “Il nostro messaggio stasera è chiaro. Non si torna indietro. Non domani. Mai”, ha detto O’Neill, esprimendo sostegno al “diritto dei residenti della Garvaghy Road di protestare contro questa marcia settaria non voluta.

Police trying to intimidate peaceful protesters on the Garvaghy Road we are going nowhere they say history has a strange way of repeating itself 🇮🇪 pic.twitter.com/XhQBr76Luo

— The Irish wolfhound (@gnh_Eire) September 27, 2026

Una battaglia legale a colpi di ricorsi: ieri un giudice dell’Alta Corte di Belfast aveva temporaneamente bloccato la marcia, invitando le parti a “fare un passo indietro sull’orlo del precipizio”. Poco prima della mezzanotte, però, una Corte d’appello composta da tre giudici ha annullato l’ingiunzione, sollevando un precedente errore di diritto.

Gli agenti stanno effettuando posti di blocco sulle strade principali che conducono a Portadown e segnalano un flusso costante di veicoli in arrivo nella cittadina della contea di Armagh. Agli autisti, le forze dell’ordine stanno consegnando un foglietto informativo che recita: “Avete il diritto di dissentire dal corteo e di esprimere le vostre opinioni pacificamente. “La processione è stata autorizzata con delibera della Commissione per le Parate. Anche i partecipanti hanno il diritto di farlo pacificamente e in sicurezza”. Il comunicato afferma, inoltre, che la polizia cercherà di agevolare le proteste pacifiche laddove possibile.

Per oltre un quarto di secolo, l’Ordine di Orange ha presentato senza successo domanda per poter completare la sua marcia del 1998 lungo il suo percorso tradizionale. Venerdì, la commissione ha ribaltato la sua decisione di lunga data, accolta con favore dai partiti unionisti ma suscitando indignazione tra i partiti nazionalisti e repubblicani.

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