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Politica estera

Pioggia di droni sull’Ucraina. Uccisa una bimba di 6 anni

Non si fermano gli attacchi sulle città. Civili nel mirino, colpite anche le infrastrutture digitali. A rischio elettricità e internet

Rescue workers clear the rubble of an office building damaged in a Russian drone strike in Kyiv, Ukraine, Friday, Sept. 25, 2026. (AP Photo/Evgeniy Maloletka) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

A Kiev la guerra ha ormai imparato l’orario d’ufficio. Arriva di notte e poi torna nel pomeriggio, come un impiegato dell’apocalisse che timbra due volte il cartellino. La capitale ucraina è stata colpita ancora una volta da una pioggia di droni: quasi trecento, secondo l’Aeronautica, 295 lanciati nella notte, dei quali 267 dichiarati abbattuti o neutralizzati. Ma al loro passaggio hanno trovato case, uffici, magazzini e infrastrutture. E soprattutto hanno lasciato dietro di sé 7 vittime, compresa una bimba di appena 6 anni. La fotografia del suo corpo riverso a terra sta facendo il giro dei social, diventando una delle immagini più strazianti di questa tragedia. Sono 62, invece, le persone rimaste ferite.

Nella notte, un drone ha colpito un edificio residenziale nel quartiere di Pecherskyi. Un secondo attacco, con altri 160 uav, ha danneggiato un grattacielo di 25 piani nel distretto di Solomianskyi. Nel pomeriggio la capitale è stata nuovamente colpita: un drone ha centrato un edificio per uffici. La

stessa sequenza di distruzione si è ripetuta in altre zone del Paese. A Odessa, i bombardamenti notturni hanno causato due morti. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno inoltre provocato interruzioni di corrente in sei regioni: Dnipropetrovsk, Donetsk, Zaporizhzhia, Kharkiv, Odessa e Mykolaiv. Nel Donetsk è stata ampliata l’evacuazione delle famiglie con bambini a Sviatohirsk e Sloviansk, a causa dei continui bombardamenti russi. A Kryvyi Rih, invece, a pagare il prezzo della campagna di bombardamenti è stata una delle principali realtà industriali ucraine. ArcelorMittal ha annunciato di non essere più in grado di riavviare lo stabilimento in condizioni di sicurezza dopo quattro raid in cinque settimane. Putin incalza: «Kiev deve sentire la risposta russa».

Anche a centinaia di chilometri dal fronte la distanza è diventata un concetto antiquato. Velivoli senza pilota hanno danneggiato una raffineria di Perm e lo stabilimento elettronico Iskra di Ulyanovsk, mentre altre strutture dell’industria militare russa sono state bersagliate. E intanto,

sul terreno, Mosca annuncia di avere consolidato una fascia di sicurezza nelle aree di confine delle regioni di Sumy e Kharkiv. Il comando russo riferisce di aver conquistato oltre 250 kmq e dieci insediamenti, mentre i combattimenti proseguono per altri 4 kmq.

Il campo di battaglia, tuttavia, si sta spostando anche sotto terra, dentro i cavi e nei server. Negli ultimi giorni sono stati colpiti provider internet, società di hosting e data center ucraini. Gli attacchi hanno lasciato senza connessione 100mila famiglie nella regione di Kiev. È una guerra contro l’infrastruttura invisibile della normalità. Internet serve per lavorare, pagare, studiare, comunicare; e in Ucraina anche per sapere, pochi secondi prima, da quale cielo arriverà la morte. Le autorità ucraine temono un’estensione delle interruzioni. Gli esperti sottolineano però che la solidità della struttura della rete dovrebbe scongiurare un blackout nazionale.

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