Un viaggio privato in Medio Oriente della first lady di New York si trasforma in un caso politico e soprattutto in un problema di opportunità. Accade che Rama Duwaji, moglie del sindaco Zohran Mamdani, abbia programmato a partire dal prossimo 20 settembre un viaggio in Siria e Libano per visitare alcuni familiari. Ma sulla possibilità che ad accompagnarla siano agenti della scorta della polizia di New York pagati con le tasse dei cittadini è scoppiato un braccio di ferro tra il municipio e la stessa Nypd.
La notizia è stata anticipata dal New York Post, secondo cui Duwaji, 29 anni, artista siriano-americana, avrebbe chiesto di essere accompagnata dalla scorta dopo aver effettuato un precedente viaggio all’estero senza protezione. City Hall ha inizialmente confermato: «Su forte raccomandazione della polizia di New York, la scorta della First Lady la accompagnerà durante il suo viaggio per visitare la famiglia in Siria e Libano», ha dichiarato la portavoce del sindaco Dora Pekec.
Poche ore dopo, tuttavia, è arrivata una secca smentita della Nypd. La polizia ha fatto sapere al Post di non avere approvato l’invio di agenti e di non dispiegare personale nei Paesi classificati al livello 4 per trasferte discrezionali e non legate ad attività investigative. Siria e Libano sono entrambi al massimo livello di allerta secondo il Dipartimento di Stato americano per i rischi legati a terrorismo, disordini, rapimenti, criminalità e conflitti armati. L’ambasciata statunitense a Damasco è chiusa dal 2012 e gli Stati Uniti avvertono di non poter garantire ai propri cittadini normali servizi consolari o assistenza di emergenza. Anche in Libano nel febbraio scorso Washington aveva ordinato l’evacuazione del personale governativo non essenziale e dei suoi familiari.
Duwaji ha forti legami familiari con la Siria: è nata negli Stati Uniti da genitori di Damasco e sul proprio sito professionale si presenta come illustratrice siriana. Le sue posizioni fortemente critiche nei confronti di Israele e il suo sostegno alla causa palestinese hanno contribuito ad alimentare negli Stati Uniti le polemiche intorno alla trasferta. Tra i critici c’è Dov Hikind, fondatore di Americans Against Antisemitism ed ex deputato dello Stato di New York, secondo il quale mandare poliziotti americani in Siria e Libano per proteggere Duwaji significherebbe esporli inutilmente a rischi elevati. Anche l’ex commissario della Nypd Bill Bratton ha definito problematica l’ipotesi, sottolineando le difficoltà operative e la necessità di un coordinamento con le autorità federali.
Il nodo è anche economico: chi deve sostenere i costi della sicurezza quando un componente della famiglia del sindaco viaggia all’estero per ragioni private? A New York la questione ha già prodotto controversie. L’ex sindaco Bill de Blasio è stato condannato a pagare una sanzione da 475mila dollari per l’impiego di fondi pubblici destinati alle spese della propria scorta durante trasferte effettuate nel 2019 nell’ambito della campagna per le presidenziali.
