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Politica estera

Sánchez contro Meloni. “Solo logiche elettorali”. La Svezia: no sanatorie

Affondo di Albares. Ma a Palazzo Chigi guardano i sondaggi sul crollo del Psoe. Il premier svedese Kristersson: Madrid sbaglia

Italian Premier Giorgia Meloni (R) with Spanish Prime Minister, Pedro Sanchez (L), during a press conference after their meeting at Palazzo Chigi, Rome, Italy, 5 April 2023. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

«Invece di trasmettere solidarietà e supporto come hanno fatto la maggior parte dei Paesi dell’Unione» l’Italia ha risposto «a un interesse di parte» e a «esigenze elettorali interne», una scelta che «stupisce» considerando che «è il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna». L’ultimo affondo del governo spagnolo contro Roma arriva dal ministro degli Esteri José Manuel Albares (nella foto), ieri in visita nella exclave spagnola di Ceuta. É la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la decisione di Giorgia Meloni di sospendere Schengen non solo non è stata gradita da Madrid ma ha ulteriormente acceso lo scontro sul fronte migranti.

Con il premier spagnolo Pedro Sánchez che prima ha deciso come «ritorsione» di reintrodurre i controlli alla frontiera con l’Italia e ieri ha mandato avanti Albares per accusare Meloni di essere mossa solo da ragioni elettorali.

Un braccio di ferro che a questo punto è destinato ad andare avanti ancora diversi giorni, visto che Palazzo Chigi non intende rivedere la sua posizione prima del 15 agosto, giorno in cui diversi media ipotizzano una nuova emergenza migratoria a Ceuta.

Per domani alle 14.30, intanto, il comitato parlamentare Schengen - composto da dieci deputati e dieci senatori - ha convocato in audizione a San Macuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ribadirà le preoccupazioni che hanno spinto il governo a “chiudere” le frontiere con la Spagna e ad aprire il durissimo scontro diplomatico con Madrid. Una decisione che, confermano sia dal Viminale che dalla Farnesina, potrà essere revocata quando la minaccia rientrerà. E dunque dopo Ferragosto. Non a caso, è lo stesso Matteo Salvini a lasciare intendere che la sospensione del blocco di Schengen dopo il 15 agosto è uno degli scenario più probabili. «Vediamo cosa verrà fuori perché - spiega il vicepremier - non la politica ma diversi servizi segreti dicono che l’allarme a Ceuta non è finito. Arriviamo alla metà di agosto e vediamo se Sánchez riuscirà a difendere i suoi confini non solo con le boe e ne riparliamo dopo Ferragosto». Nessuna replica diretta, invece, all’affondo di Albares, anche se a Palazzo Chigi c’è chi non manca di sottolineare il corposo calo nei sondaggi registrato da Sánchez dopo la crisi a Ceuta.

Intanto, anche il premier svedese Ulf Kristersson polemizza con la Spagna. Non tanto su Ceuta, quanto sulla decisione di Palazzo della Moncloa di regolarizzare oltre 500mila migranti già presenti su territorio spagnolo (questione su cui hanno già puntato il dito da giorni diversi esponenti di Fdi).

Una «pessima idea», dice il primo ministro della Svezia, che rischia di riportare l’Europa verso una crisi migratoria simile a quella del 2015 mettendo in discussione il funzionamento dell’area Schengen. Una scelta, quella del governo guidato da Sánchez che ha spaccato l’Unione europea, tanto che dice Kristersson - durante l’ultima riunione dei leader Ue c’è stata «una protesta piuttosto forte» perché la decisione della Spagna «va in direzione opposta rispetto alle politiche perseguite da altri Paesi».

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