I repubblicani puntano tutto su Donald Trump per le elezioni di metà mandato e inaugurano a Dallas l’inedita convention in occasione del voto di novembre, scommettendo che il presidente possa fare la differenza. Nonostante i tassi di gradimento in ribasso, il tycoon ha messo a segno di recente successi importanti per i suoi candidati alle primarie dimostrando la tenuta sul partito. «Quello che voglio davvero che facciate è fingere, per favore, che ci sia il mio nome sia sulla scheda. Andate a votare. È fondamentale», ha detto a un comizio in South Carolina.
L’evento di due giorni in Texas mira proprio a convincere i sostenitori del comandante in capo che, di fatto, è lui a essere in lizza il 3 novembre quando i repubblicani rischiano di perdere la Camera e dovranno affrontare un’aspra battaglia per mantenere il controllo del Senato. E infatti l’appuntamento è stato ribattezzato «Trumpapalooza», unendo Trump e «Lollapalooza» (il celebre festival musicale americano), per indicare che non si tratta di una classica riunione politica, ma di una spettacolare kermesse incentrata sulla figura del presidente, i suoi successi e l’agenda di America First. La convention «è davvero caldissima. L’American Airlines Center ha registrato il tutto esaurito, tutti vogliono esserci, ma chiediamo di intervenire solo ai candidati impegnati in sfide combattute, che siano in leggero vantaggio, in leggero svantaggio o in parità. Vogliamo riservare il palco a loro», ha scritto The Donald promettendo di intervenire sia in quell’occasione che oggi per il momento conclusivo. Al centro della prima giornata ci sono patriottismo, confini e battaglia di genere, con i discorsi tra gli altri del segretario al Tesoro Scott Bessent e del ministro della Giustizia Todd Blanche. Sul palco hanno sfilato una lunga lista di candidati, incluso il texano Ken Paxton che aspira al Senato, oltre al tycoon che ha chiuso la serata.
«Molti sostenitori di Trump votano solo quando lui è in lizza - spiega all’Afp Matthew Green, docente di scienze politiche presso la Catholic University of America - Non sono repubblicani di ferro, bensì fedelissimi di Donald. Quindi, sotto questo aspetto, ha senso puntare su di lui». La sfida è mobilitare gli elettori a lui personalmente fedeli senza allontanare ulteriormente gli indipendenti, critici nei suoi confronti a causa dell’inflazione, del prezzo della benzina oltre i 4 dollari al gallone e del conflitto con l’Iran.
La guerra in Medio Oriente non piace soprattutto ai giovani conservatori che, quasi un anno fa, hanno perso il loro punto di riferimento: Charlie Kirk. Il suo Turning Point Usa, ora guidato dalla moglie Erika, non sarà alla convention perché impegnato a celebrare l’anniversario della scomparsa del fondatore. Inoltre, più che sulle midterm, il gruppo è concentrato sul 2028 con l’obiettivo di far eleggere alla Casa Bianca JD Vance, amico stretto di Kirk. E per il vicepresidente, Dallas è un primo banco di prova in attesa di decidere le prossime mosse.
