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Politica estera

Merkel si sveglia: “Scioccata dal trionfo Afd”

Angela: “Mi si spezza il cuore”, ma dalla crisi siriana nacque la nuova destra. L’Spd locale: “Sì al dialogo”. Cortei in molte città tedesche

Proteste Una delle manifestazioni anti-Afd in Germania davanti alla Porta di Brandeburgo a Berlino dopo la vittoria nel Land Sassonia Anhalt Qui sopra l'ex cancelliera Angela Merkel

Mentre l’AfD lavora dietro le quinte, anche in campo avversario, per provare ad ottenere la maggioranza in Sassonia-Anhalt, è negli altri partiti che si iniziano a vedere i segni delle urne di domenica scorsa. E non solo in riferimento ad un cambiamento di grammatica comunicativa. Se una prima crepa nel muro Spd si osserva quanto a possibili nuove alleanze, l’universo Cdu/Csu è attraversato da una vera e propria febbre elettorale con vista sul 2027, quando Friedrich Merz (se non prima) dovrà trovare la formula giusta per non perdere partito, governo e Paese.

In primis spicca il sondaggio Trendbarometer, condotto dall’emittente televisiva tedesca Rtl, secondo cui AfD è oggi al 28% su scala nazionale, seguita al secondo posto dall’alleanza tra Unione cristiana democratica e Unione cristiano sociale con il 21%; terzi i verdi al 16 e poi la Spd al 12. Ce n’è abbastanza per immaginare uno scompiglio a 360 gradi nel mondo politico teutonico, niente affatto abituato a scenari imprevisti.

«È semplicemente scioccante», ha dichiarato l’ex cancelliera Angela Merkel al timone della Repubblica Federale per 16 anni, a proposito della vittoria di AfD. Ma riavvolgendo il nastro dei fatti, è proprio in occasione della crisi siriana gestita dalla lady di ghiaccio che vennero gettati i primi semi dell’antipolitica in Germania, quando Merkel concluse l’accordo miliardario con Recep Tayyip Erdogan per cinque milioni di profughi da tenere su suolo turco e tutti gli altri da importare in Ue.

I partiti sconfitti intanto fanno ammenda. Il capo distrettuale della Csu a Hohenpolding, Martin Bayerstorfer, ha ammesso che il risultato «si è rivelato persino peggiore di quanto temessi, non c’è modo di indorare la pillola, per cui ora dobbiamo adattare le nostre politiche», citando esplicitamente le carenze in materia di migrazione. Ha aggiunto, ma ormai fuori tempo massimo, che si è persa molta fiducia anche per quanto riguarda la sicurezza interna, la crescita economica e le pensioni. Il premier uscente della Sassonia-Anhalt, il cristianodemocratico Sven Schulze, si è detto sicuro che dopo le elezioni regionali nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, previste il 20 settembre, «l’AfD e il Bsw diranno la verità, ossia che si sono già accordati da tempo». Molto preoccupato il ministro degli Esteri della Germania, Johann Wadephul, secondo cui solo l’Ue garantisce condizioni di concorrenza eque per l’industria tedesca e «chiunque chieda un’uscita dall’eurozona mette a pentimento la coesione e, di conseguenza, la prosperità, la sicurezza e la libertà».

Chi ha già scelto da che parte stare è il deputato della Cdu in Sassonia Tobias Krull che potrebbe sostenere il candidato di AfD come ministro-presidente e ha dichiarato che si asterrà dal votare contro Ulrich Siegmund, spianando così la strada all’elezione del vincitore. L’AfD detiene infatti solo 39 seggi nel neoeletto Parlamento regionale di Magdeburgo, quanto le opposizioni di Cdu, Spd, Verdi e Partito della Sinistra. Per cui nei primi due turni di votazione, un candidato necessita della maggioranza assoluta di 42 voti e AfD è già al lavoro per portare i consensi mancanti. Il primo sarà Krull.

«Questo è un momento cruciale, un vero e proprio punto di svolta, che stiamo vivendo nella storia della Repubblica Federale», ha aggiunto l’ex cancelliera nella sua disamina, ma in verità la svolta non è in Sassonia-Anhalt. Che, molto banalmente, è una conseguenza.

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