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Dalla moglie al fratello, fino a Zapatero: tutti i guai giudiziari che assediano Sanchez

Il premier socialista parla di “lawfare”, ma la lista dei casi si allunga: famiglia, vertici del Psoe, appalti Covid e salvataggi sospetti travolgono la Moncloa

Dalla moglie al fratello, fino a Zapatero: tutti i guai giudiziari che assediano Sanchez

Per Pedro Sánchez si profila una delle estati politicamente più difficili da quando è arrivato alla Moncloa. Attorno al premier socialista spagnolo si è infatti addensata una fitta rete di procedimenti giudiziari che coinvolgono familiari, ex ministri, dirigenti del partito e persino l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero. Un mosaico di casi molto diversi tra loro — alcuni fondati su accuse già sostenute dall’Anticorruzione, altri giudicati più fragili o politicamente motivati — ma che insieme stanno erodendo l’immagine del Psoe e alimentando la pressione dell’opposizione conservatrice guidata dal Partido Popular.

La stampa spagnola parla ormai apertamente della “peggiore tempesta giudiziaria” affrontata dai socialisti negli ultimi anni, con un governo logorato da scandali e indagini che toccano il cuore stesso del potere socialista.

Dal caso Koldo a Santos Cerdán: la corruzione che scuote il partito

Il fronte più pericoloso per il Psoe resta quello nato dal cosiddetto “caso Koldo”, l’inchiesta sulle presunte tangenti e sugli appalti irregolari legati all’acquisto di mascherine durante la pandemia. Al centro dell’indagine ci sono l’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos, il suo ex collaboratore Koldo García e l’ex numero due socialista Santos Cerdán.

Secondo gli investigatori dell’Unidad Central Operativa della Guardia Civil, il gruppo avrebbe costruito un sistema di assegnazione di contratti pubblici in cambio di commissioni illegali. I magistrati sospettano inoltre che il meccanismo si sia esteso ben oltre gli appalti sanitari, arrivando a infrastrutture e opere pubbliche. Un rapporto della UCO attribuisce a Cerdán la gestione di centinaia di migliaia di euro in presunte mazzette e lo descrive come una figura chiave della rete.

La vicenda è diventata devastante sul piano politico perché Cerdán non era un dirigente qualunque: era uno degli uomini più vicini a Sánchez, l’architetto delle trattative con gli indipendentisti catalani e il regista dell’apparato del partito. La sua caduta ha incrinato la narrativa socialista costruita dopo la sfiducia contro Mariano Rajoy nel 2018, quando Sánchez si presentò come il leader della rigenerazione morale contro la corruzione del PP.

Parallelamente continua anche il filone legato alla presunta rete “Hirurok”, in cui compare l’ex militante socialista María Leire Díez Castro. Gli inquirenti ipotizzano tentativi di manipolare procedure amministrative e interferire in indagini sensibili per il partito. La Guardia Civil, con un blitz in piena regola, nella mattina di ieri ha persino effettuato perquisizioni nella sede centrale del Psoe a Madrid, un’immagine simbolicamente devastante per il governo.

La famiglia del premier nel mirino: Begoña Gómez e il fratello David

Accanto alle inchieste sulla corruzione amministrativa, il premier deve affrontare i procedimenti che coinvolgono direttamente la sua famiglia. La moglie Begoña Gómez è indagata per presunto traffico d’influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita e malversazione, in relazione ai rapporti con aziende private e alla gestione di una cattedra universitaria collegata all’Università Complutense di Madrid. Il procedimento nacque nel 2024 da una denuncia del gruppo Manos Limpias. Parte della magistratura e della stampa progressista ha più volte sottolineato la debolezza di alcune accuse, mentre la procura ha chiesto l’archiviazione di diversi capi d’imputazione. Nonostante questo, il caso resta aperto e continua a rappresentare un enorme problema politico per Sánchez.

Anche il fratello del premier, David Sánchez, finirà a processo per presunte irregolarità nella creazione di un incarico culturale pubblico a Badajoz, in Estremadura. Gli investigatori sospettano un possibile favoritismo nella costruzione della posizione lavorativa che gli venne assegnata nel Comune governato dai socialisti. Sul piano istituzionale pesa inoltre il caso del procuratore generale dello Stato Álvaro García Ortiz, nominato dal governo Sánchez e condannato all’interdizione dai pubblici uffici per rivelazione di segreti.

Zapatero, Plus Ultra e il fantasma del Venezuela

Il caso più clamoroso, però, è probabilmente quello che coinvolge l’ex premier socialista Zapatero. La Audiencia Nacional lo indaga per presunta organizzazione criminale, traffico d’influenze e falso documentale nell’ambito del controverso salvataggio pubblico da 53 milioni di euro della compagnia aerea Plus Ultra durante la pandemia.

Secondo gli investigatori, Zapatero avrebbe avuto un ruolo centrale in una rete internazionale di influenza politica legata al salvataggio della compagnia, ritenuta vicina ad ambienti venezuelani. La Guardia Civil ha sequestrato nel suo ufficio gioielli, orologi di lusso e documentazione finanziaria, mentre la magistratura sta verificando movimenti bancari sospetti e possibili legami con società collegate al Venezuela e alla Cina. L’ex premier respinge ogni accusa e sostiene di non aver mai agito fuori dalla legge.

L’inchiesta su Zapatero è particolarmente delicata perché colpisce una figura storica della sinistra spagnola e un uomo che continua a esercitare influenza nel mondo socialista e nelle relazioni internazionali del Psoe, soprattutto in America Latina. Per questo molti osservatori ritengono che il caso rischi di avere conseguenze politiche ben più profonde rispetto alle singole vicende giudiziarie.

Sánchez continua a denunciare una strategia di “lawfare”,

sostenendo che parte delle inchieste siano utilizzate esclusivamente per delegittimare il governo. Ma il cumulo dei procedimenti, delle perquisizioni e degli arresti sta producendo un effetto politico difficilmente contenibile.

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