A Mosca il rumore è arrivato prima delle domande: una deflagrazione ha spezzato la routine del centro della capitale russa, trasformando un ristorante italiano in una scena d’indagine e riaprendo il capitolo, mai chiuso, delle guerre invisibili che si combattono anche lontano dal fronte.
Un’esplosione ha scosso il centro della capitale russa, trasformando una serata di festeggiamenti in una tragedia. La deflagrazione, avvenuta al ristorante italiano Balzi Rossi, nei pressi di piazza Kudrinskaya, ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre 21, secondo il bilancio diffuso dalle autorità russe.
Nel locale era in corso una festa privata organizzata per celebrare il compleanno di alcuni alti ufficiali delle Forze armate russe. L’esplosione sarebbe avvenuta sulla terrazza estiva del ristorante. A riferirlo è stato lo chef italiano Carmine Alfieri, presente nella struttura al momento dei fatti.
Le indagini, inizialmente orientate anche verso la possibilità di un incidente, hanno rapidamente cambiato direzione. Il Comitato Nazionale Antiterrorismo ha infatti dichiarato che la causa della deflagrazione è stata la detonazione di un ordigno esplosivo improvvisato, escludendo quindi l’ipotesi di un guasto a un impianto a gas.
Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, una donna avrebbe tentato di introdurre l’esplosivo all’interno del ristorante. Tra le vittime figurano la stessa donna, una guardia di sicurezza che avrebbe cercato di impedirle l’accesso al locale e uno dei clienti presenti alla festa. L’inchiesta è ora coordinata dagli organismi antiterrorismo russi, che stanno analizzando le modalità con cui l’ordigno è stato trasportato e gli eventuali mandanti dell’attacco. Gli investigatori stanno acquisendo immagini delle telecamere di sorveglianza, testimonianze e reperti raccolti sulla scena per ricostruire l’intera dinamica.
Particolare attenzione è rivolta alla lista degli invitati, composta da numerosi esponenti di vertice dell’apparato militare russo. Tra i presenti vi era il generale Alexander Chaiko, recentemente nominato comandante dell’Aeronautica russa. Chaiko è una figura nota anche per il suo ruolo durante le prime fasi dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, compresa la strage di civili a Bucha. Alla festa erano presenti anche il generale di divisione Vladimir Seliverstov e il generale di divisione Alexander Yaroshevich, capo del Dipartimento di Supporto ai Trasporti del ministero della Difesa russo. Tra gli invitati figurava inoltre Yunus-Bek Yevkurov, generale dell’esercito e viceministro della Difesa dal 2019. Secondo le informazioni disponibili, tutti gli alti ufficiali presenti sarebbero sopravvissuti. Nelle prime ore successive all’attentato sono circolate indiscrezioni che ipotizzavano un possibile coinvolgimento di apparati ucraini. Al momento tuttavia le autorità russe non hanno attribuito ufficialmente la responsabilità dell’attacco ad alcun soggetto.
