Elezioni anticipate il 29 novembre: questo l’annuncio di Pedro Sanchez dopo lo stop ai decreti casa. Chi parte favorito? La fotografia che arriva dall’ultimo sondaggio di 40dB. per El Pais e Cadena SER è piuttosto netta: in Spagna il blocco di destra conserva un vantaggio molto ampio e per il secondo mese consecutivo Popolari e Vox raggiungono insieme il 50 per cento delle intenzioni di voto. Un dato mai registrato prima di settembre durante questa legislatura e che conferma le difficoltà dell’area che sostiene il primo ministro socialista.
Il Partito Popolare resta la prima forza con il 31,6 per cento. Rispetto al mese precedente perde otto decimi, ma conserva oltre quattro punti di vantaggio sul Psoe, fermo al 27,4 per cento. I socialisti arretrano di altri due decimi e registrano il secondo calo consecutivo. Rispetto alle elezioni politiche del 2023, il partito del premier perde 4,3 punti e tocca il secondo peggior dato dell’anno, dopo il 27,1 per cento annotato a gennaio.
A fare la differenza è soprattutto Vox. Il partito di Santiago Abascal è l’unico tra le principali formazioni spagnole a crescere: guadagna sei decimi e passa dal 17,8 al 18,4 per cento. È il miglior risultato da aprile e vale circa sei punti in più rispetto alle ultime elezioni generali. Sommando il 31,6 per cento del PP al 18,4 di Vox, la coalizione potenziale di centrodestra arriva esattamente al 50 per cento.
Il divario diventa ancora più marcato se si considera l’intero blocco. A PP e Vox si aggiunge infatti SALF, la formazione di Luis Perez, accreditata del 2 per cento. L’area di destra sale così complessivamente al 52 per cento. Dall’altra parte, Psoe, Sumar e Podemos si fermano insieme al 35,7 per cento: una distanza di 16,3 punti.
Le difficoltà riguardano soprattutto la sinistra alternativa. Sumar scende dal 5,7 al 5,6 per cento, mentre Podemos passa dal 2,8 al 2,7. Insieme valgono appena l’8,3 per cento, contro il 12,3 ottenuto alle politiche del 2023 quando si presentarono all’interno dello stesso spazio elettorale.
Anche i flussi di voto raccontano una dinamica favorevole a Vox. Il 13,5 per cento di chi nel 2023 aveva scelto il PP oggi dichiara di voler votare per Abascal. Nel percorso inverso, invece, il passaggio da Vox al PP riguarda appena l’1,6 per cento degli elettori. Vox può inoltre contare sulla fedeltà più alta: l’87,4 per cento di chi lo aveva votato alle ultime elezioni confermerebbe oggi la propria scelta. Il dato scende al 76,2 per cento per il PP, al 68,4 per cento per il Psoe e precipita al 39,9 per cento per Sumar.
La distanza tra i due blocchi è evidente. La rilevazione è stata realizzata tra il 25 e il 28 settembre, dunque prima degli ultimi passaggi della crisi politica. Ma il segnale, almeno nei numeri, è già chiaro: la destra resta davanti e Vox continua a crescere.
