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Politica estera

Stallo Svezia: le coalizioni distanti solo 3 seggi

Centrosinistra in lieve vantaggio, ma è rebus governo. Si attendono i voti dall’estero

Avanti di poco La leader dei socialdemocratici M. Andersson

Euforia, delusione, tensione. Sono queste le emozioni che hanno accompagnato la notte di Stoccolma man mano che si aggiornavano i risultati delle elezioni politiche di domenica. Alla fine, con oltre il 94% delle schede scrutinate, lo scenario che appare è quello di un paese politicamente diviso a metà. La coalizione di centrosinistra è data in vantaggio di appena 3 seggi al parlamento svedese rispetto a quella di centrodestra. Un margine molto stretto, ma non ancora definito: sarà infatti necessario attendere mercoledì quando arriveranno i voti degli elettori all’estero che potrebbero dare un vantaggio significativo ad una delle due coalizioni. Qualunque sarà l’esito finale, la strada per la formazione di un governo sarà lunga e complessa.

Ci sono però alcuni dati fondamentali da questa tornata elettorale molto partecipata (l’affluenza ha sfiorato l’80%): il più importante è l’allontanamento dello spettro di un’onda nera in Europa dopo il trionfo di AfD alle elezioni in Sassonia-Anhalt lo scorso 6 settembre. L’ultradestra dei Democratici Svedesi (Sd) è infatti la vera sconfitta della serata: raccoglie circa il 17% dei consensi, in calo di almeno tre punti rispetto alle elezioni del 2022. Il suo leader, Jimmie Akesson, che stavolta ambiva ad un ingresso a pieno titolo in un nuovo governo di centrodestra del premier Ulf Kristersson, ha ammesso di aver «perso qualche punto percentuale». Ma ritiene di essere comunque vincitore perché «sono molte di più le persone che non considerano più imbarazzante dire di essere Democratici Svedesi».

Kristersson ha invece assunto un atteggiamento più prudente in attesa dei risultati definitivi. «La prendo con abbastanza serenità - ha dichiarato - Abbiamo un governo stabile attualmente in carica. Tornerò sull’argomento quando vedrò eventuali possibilità di andare avanti». Nel frattempo la leader dei Socialdemocratici Magdalena Andersson (forte del 28% dei voti) ha riunito i vertici del partito per discutere i prossimi passi. «Se questo risultato sarà confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo», ha dichiarato pur ammettendo che «il processo potrebbe rivelarsi piuttosto complesso». Se riceverà l’incarico, Andersson dovrà infatti cercare di tenere uniti i suoi alleati: i Verdi e le sinistre vogliono una tassa sui miliardari (osteggiata dal partito di Centro) e norme meno rigide sull’immigrazione (ipotesi per ora esclusa dalla stessa Andersson).

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