Pechino potrebbe usare trattori e altri macchinari agricoli connessi a internet per spiare gli agricoltori britannici. L’ultimo allarme per possibili intenzioni ostili da parte della Cina emerge da un rapporto redatto dalla Coalition on Secure Technology (CST), un think tank guidato dal deputato laburista Graeme Downie. Secondo l’analisi condotta dal centro studi e visionata dal Daily Telegraph, la produzione alimentare britannica è “pericolosamente esposta” a un “rischio di sicurezza nascosto” insito negli strumenti usati nelle aziende agricole del Regno Unito.
I chip cinesi, avvertono gli esperti del CST, sono ormai diffusi nei macchinari agricoli - tra questi i trattori a guida Gps, i droni agricoli e i sistemi di irrigazione automatizzati - e gli analisti temono che gruppi legati alla Repubblica Popolare, violandone i sistemi informatici, possano spiare la produzione delle aziende britanniche e ottenere informazioni sulla sicurezza alimentare di Londra. Già in passato il think tank aveva lanciato l’allarme per le vulnerabilità di dispositivi domestici connessi alla rete, come i termostati e i frigoriferi intelligenti.
Stando a quanto sostenuto nel rapporto del CST, il possibile spionaggio attraverso le attrezzature agricole permetterebbe alla Cina di “individuare i punti critici all’interno del sistema di produzione alimentare del Regno Unito”. Pechino, spiegano gli esperti, potrebbe raccogliere informazioni sui raccolti, sulle previsioni di produzione e sul numero di capi di bestiame. “Sebbene l’agricoltura non sia tradizionalmente considerata un’infrastruttura nazionale critica allo stesso livello dell’energia o delle telecomunicazioni”, si legge nel documento, “la crescente digitalizzazione della produzione alimentare rende i sistemi agricoli strategicamente importanti per l’ecosistema della sicurezza alimentare” britannica”. Da ciò ne discende che “le vulnerabilità delle tecnologie agricole connesse potrebbero avere conseguenze di vasta portata per la sicurezza alimentare in tutto il Regno Unito”.
Gli esperti del centro studi invitano il governo britannico a considerare la tecnologia agricola connessa a internet come una “minaccia emergente alla resilienza nazionale” e a sviluppare una strategia per “ridurre la dipendenza da componenti di comunicazione ad alto rischio controllate dall’estero”. Nel sottolineare la minaccia, Downie, il parlamentare alla guida del CTS, ha dichiarato che “l’agricoltura è uno dei settori più digitalizzati della nostra economia, eppure nessuno a Whitehall ha la minima idea di quanti sistemi connessi funzionino su hardware cinesi”.
Sempre il Daily Telegraph ha rivelato poche settimane fa che telecamere installate sui droni spia della Marina impiegati dalle forze speciali britanniche avevano componenti di fabbricazione cinese che trasmettevano dati verso un indirizzo Ip collocato in Cina. Subito dopo la scoperta della violazione, la connettività internet delle telecamere dei droni è stata rimossa. Londra intanto si è affrettata a precisare che nessuna informazione sensibile del ministero della Difesa è stata compromessa.
