La Casa Bianca scopre i videogiochi. E così trasforma alcuni dei cavalli di battaglia dell’amministrazione Trump — dal muro con il Messico alle deportazioni — in una piccola sala giochi digitale. Sul sito ufficiale della presidenza americana è infatti comparsa Arcade, una sezione con cinque videogame in stile retrò ispirati ai grandi classici del passato, ma rivisitati in chiave Maga.
Quello destinato a far discutere di più è Rio Run, una sorta di versione controversa di Snake. Il protagonista è Tom Homan, lo “zar dei confini” dell’amministrazione, impegnato a inseguire migranti rappresentati da personaggi con differenti tonalità della pelle su una griglia che richiama il Rio Grande, al confine tra Stati Uniti e Messico.
Non meno esplicito Build the Wall, costruito sul modello di Tetris: il giocatore deve impilare sezioni del muro di frontiera, accompagnato dall’invito a “proteggere il confine dall’orda in arrivo”. Una scelta comunicativa che ha immediatamente provocato le proteste delle associazioni impegnate nell’assistenza ai migranti.
Amerika Garcia Grewal, della Frontera Federation di Eagle Pass, in Texas, ha accusato l’amministrazione di aver trasformato in un gioco una questione che riguarda direttamente la vita delle persone. Critiche analoghe sono arrivate da Adriana Jasso, coordinatrice di AMIGOS San Diego Community, secondo cui l’iniziativa mostrerebbe una “mancanza di serietà” mentre continuano le polemiche sulle condizioni dei centri di detenzione.
Gli altri videogame affrontano invece temi meno esplosivi. In Supply Line bisogna selezionare prodotti alimentari rispettando i criteri del programma “Make America Healthy Again”. Flappy Bill - evidente richiamo a Flappy Bird - vede un’aquila calva trasportare un provvedimento legislativo sopra Washington evitando una serie di ostacoli. Infine c’è Trump Savings Tycoon, nel quale bisogna raccogliere denaro che cade dal cielo per riempire i “Trump Accounts”, i conti di investimento destinati ai bambini nati durante il secondo mandato presidenziale, tra il 2025 e il 2028, sui quali è previsto un versamento iniziale di mille dollari.
Anche il lancio dell’iniziativa è stato costruito con il consueto linguaggio social della Casa Bianca trumpiana. In uno dei video promozionali il vecchio logo Sega diventa “MAGA”, mentre l’account ufficiale della presidenza rilancia lo slogan: “CAN’T STOP WINNING. Build the wall. Deport. Fill a Trump Account”.
Interpellata dall’Afp, la Casa Bianca ha spiegato di voler sperimentare nuovi modi per raccontare i risultati dell’amministrazione attraverso un linguaggio capace di raggiungere il maggior numero possibile di americani. L’obiettivo dichiarato è anche quello di contrapporre una “cultura del divertimento e della vittoria” a quella che Washington definisce la “visione socialista e cupa” dei Democratici.
L’Arcade arriva mentre l’amministrazione continua a spingere sul programma di arresti e deportazioni degli immigrati irregolari, uno dei punti centrali della piattaforma con cui Trump è tornato alla Casa Bianca. E conferma una strategia comunicativa già vista nei mesi scorsi: temi tradizionalmente affidati a conferenze stampa e comunicati ufficiali vengono trasformati in meme, video, slogan e ora persino videogiochi.