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Politica estera

Un anno senza Charlie Kirk, esplode la protesta nel campus dove fu ucciso: “Non può essere commemorato qui”

Il gruppo Students for a Democratic Society prepara una contro manifestazione contro il memoriale per il fondatore di Turning Point Usa

Uccisa la libertà di parola

A un anno dall’uccisione di Charlie Kirk, il luogo della sua morte torna al centro della polarizzazione politica americana. Il 10 settembre, infatti, Turning Point USA, l’organizzazione conservatrice fondata da Kirk, organizzerà alla Utah Valley University di Orem il memoriale “Freedom Built to Last: Honoring Charlie Kirk”, proprio nel campus nel quale l’attivista fu colpito a morte durante un evento pubblico nel settembre 2025. La cerimonia è prevista alle 18.30 locali, al UCCU Center, con apertura delle porte alle 16.

Ma il ritorno di Turning Point USA nello stesso ateneo non sarà soltanto una commemorazione. È già diventato un nuovo episodio dello scontro politico che attraversa i campus americani. Il gruppo studentesco Students for a Democratic Society della Utah Valley University ha annunciato una protesta contro l’evento, contestando sia Turning Point USA sia la decisione dell’università di ospitare la manifestazione.

Il punto più controverso riguarda il rapporto tra l’ateneo e l’organizzazione fondata da Kirk. Gli studenti contrari al memoriale sostengono che la decisione di consentire l’evento rappresenti, di fatto, un sostegno alle posizioni politiche di Turning Point USA. La protesta organizzata da Students for a Democratic Society è prevista poco prima dell’inizio del memoriale. Il gruppo accusa l’università di aver trasformato il campus in uno spazio funzionale alla celebrazione di Kirk e delle sue idee.

La posizione dell’università è però diversa. Il presidente della Utah Valley University, Jon Anderson, ha spiegato che l’ateneo deve rimanere “apolitico” e non può rifiutare di ospitare un’organizzazione sulla base delle sue affiliazioni politiche.

Il significato simbolico dell’appuntamento è inevitabile. Kirk fu ucciso il 10 settembre 2025 mentre partecipava a un evento di Turning Point USA. Circa 3.000 persone erano presenti quando Kirk fu raggiunto da un singolo colpo durante quella che le autorità definirono un’aggressione mirata.

La sua morte ha provocato una vasta reazione politica negli Stati Uniti e ha aperto immediatamente una discussione sulla sicurezza degli eventi politici nei campus. Nei giorni successivi all’assassinio il caso ha costretto le università americane a interrogarsi sulla possibilità di garantire la sicurezza di oratori politicamente controversi, soprattutto quando gli eventi si svolgono all’aperto.

La Utah Valley University aveva organizzato pochi giorni dopo la sparatoria una “Vigil for Unity”, presentata come uno spazio per studenti, docenti, personale e comunità locale nel quale affrontare il trauma e riaffermare i valori del dialogo e della libertà di espressione.

La commemorazione si svolge in parallelo all’evoluzione giudiziaria. Il 1° settembre un giudice dello Utah ha stabilito che Tyler Robinson, accusato dell’omicidio di Kirk, dovrà affrontare il processo per omicidio aggravato. Se condannato per il capo d’accusa, Robinson potrebbe essere sottoposto alla pena di morte. Robinson si è dichiarato non colpevole. Per il giudice del Tribunale distrettuale, Tony Graf, sono state presentate prove sufficienti per il rinvio a giudizio del giovane accusato. Per il magistrato video e testimonianze portano alla “ragionevole convinzione” che sia stato Robinson a sparare a Kirk.

L’accusa sostiene che Robinson abbia sparato da una distanza di oltre 400 piedi, mettendo potenzialmente in pericolo le migliaia di persone presenti all’evento. La difesa contesta invece l’applicazione dell’omicidio aggravato, sostenendo che Kirk fosse l’unico obiettivo e che il colpo fosse stato diretto esclusivamente contro di lui.

Nel corso dell’ultimo anno, la figura di Kirk non è rimasta confinata al ricordo della persona assassinata. Il suo nome è diventato un riferimento politico per una parte del movimento conservatore americano, mentre Turning Point USA sta cercando di trasformare il suo patrimonio politico in una struttura destinata a sopravvivere al suo fondatore, soprattutto in vista delle prossime elezioni presidenziali.

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