Le elezioni di Midterm? Sono una questione interna degli Stati Uniti. La Cina ha osservato con attenzione l’onda blu che ha travolto Donald Trump, ma ha scelto di non commentare direttamente la pesante battuta d’arresto subita dal tycoon. Da Pechino hanno in ogni caso monitorato la situazione anche perché la conquista del Congresso da parte dei Democratici rappresenta una variabile con la quale, nei prossimi due anni, Trump dovrà fare i conti mentre cercherà di consolidare la fragile distensione commerciale (e diplomatica) raggiunta con Xi Jinping.
La sconfitta di Trump vista dalla Cina
Il ministero degli Esteri di Pechino ha invitato le due potenze a mantenere gli impegni presi ai recenti vertici bilaterali, evitando che il terremoto politico americano comprometta il percorso di riavvicinamento. A chiarire la posizione di Pechino è stata la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning.
“Le elezioni di Midterm sono una questione interna degli Stati Uniti”, ha dichiarato, aggiungendo che la Cina è disponibile a collaborare con Washington per “salvaguardare e attuare l’importante consenso raggiunto dai capi di Stato dei due Paesi”.
L’obiettivo, ha spiegato Mao, è quello di rafforzare la comunicazione, gestire adeguatamente le divergenze ed espandere la cooperazione, costruendo relazioni strategiche e costruttive fondate sul rispetto reciproco e sull’uguaglianza. Pechino considera infatti la costruzione di un rapporto stabile con gli Stati Uniti uno dei principali successi della diplomazia di Xi. La nuova maggioranza democratica al Congresso potrebbe tuttavia rendere più complicata la gestione dei rapporti bilaterali.
Il nodo Taiwan
Il terreno sul quale potrebbero emergere le maggiori tensioni è quello di Taiwan. Chen Dongxiao, presidente degli Shanghai Institutes for International Studies, ha spiegato a The Paper che la vittoria democratica difficilmente determinerà un ribaltamento della politica americana nei confronti della Cina. Potrebbe però rafforzare le pressioni parlamentari a favore della vendita di armi a Taipei, uno dei dossier più delicati per il governo di Xi.
Vedremo se Trump riuscirà a mantenere l’equilibrio. Certo è che una parte consistente del Congresso americano ha sempre mantenuto un atteggiamento particolarmente critico nei confronti del Partito comunista cinese.
Dal canto suo Pechino cercherà di mantenere aperto il dialogo con Trump senza sottovalutare il peso di un Congresso diventato molto meno accomodante. La tregua tra le due superpotenze resta in piedi, ma la sua tenuta potrebbe dipendere anche, almeno in parte, dai nuovi equilibri politici americani.
