Prima o poi gli astronauti cinesi mangeranno una zuppa piccante di gamberi d'acqua dolce su Marte. È questa la battuta insolita che ha acceso il dibattito al Senato degli Stati Uniti sulla crescente corsa spaziale con Pechino. Nel corso di un'audizione dedicata al futuro della ricerca scientifica e della competitività americana, il professore di Stanford Drew Endy ha raccontato l'incontro avuto lo scorso autunno a Parigi con un giovane ricercatore cinese di Shanghai. Vestito con un costume da gambero rosso, lo scienziato gli spiegò di lavorare su enzimi capaci di scomporre i gusci dei crostacei per riutilizzarli in un'economia circolare destinata alle future missioni sul Pianeta Rosso. Secondo quel progetto, gli astronauti cinesi avrebbero potuto consumare una zuppa di gamberi e trasformare gli scarti in nuovi materiali, persino tessuti. Un racconto curioso che, nelle parole di Endy, rappresenterebbe il clima di fiducia che oggi si respira nella ricerca cinese. E che spaventa gli Usa.
L’ambizione della Cina
Secondo quanto raccontato dal South China Morning Post, l'episodio è stato utilizzato dai parlamentari americani per alimentare il confronto sul vantaggio tecnologico della Cina e sulle strategie necessarie per impedirne il sorpasso.
L'audizione, intitolata “Measuring What Matters: Science, Standards, and Strategic Competition”, ha messo in evidenza un raro consenso tra repubblicani e democratici: entrambi riconoscono che Pechino rappresenta una sfida senza precedenti nei settori dell'intelligenza artificiale, delle biotecnologie e della manifattura avanzata. Il senatore repubblicano Ted Budd ha ricordato che, secondo il National Science Board, nel 2024 la Cina ha raggiunto circa il 30% della spesa mondiale in ricerca e sviluppo, superando per la prima volta gli Stati Uniti.
Lo stesso Budd ha inoltre accusato Pechino di pratiche economiche scorrette e furto di proprietà intellettuale, sostenendo che Washington si trovi davanti a un momento decisivo per difendere il proprio vantaggio tecnologico. Insomma, negli Usa la storia della zuppa di gamberi è diventata così una metafora della sicurezza con cui la comunità scientifica cinese guarda al futuro dell'esplorazione spaziale.
La competizione spaziale tra Washington e Pechino
Le divisioni emergono invece sul modo in cui gli Stati Uniti dovrebbero rispondere. I democratici hanno puntato il dito contro i tagli ai finanziamenti federali introdotti dall'amministrazione Trump, ritenendo che possano indebolire università, laboratori e formazione delle nuove generazioni di ricercatori.
L'ex componente del National Science Board Julia Phillips ha parlato del rischio di una crisi nella forza lavoro scientifica americana, sostenendo che solo investimenti costanti potranno mantenere competitivo il Paese. Negli ultimi mesi, l'amministrazione ha congelato o cancellato miliardi di dollari destinati ai programmi del National Institutes of Health e della National Science Foundation, oltre ad aver revocato numerosi fondi per gli hub tecnologici.
Di pari passo, Washington continua a limitare l'accesso della Cina ai semiconduttori più avanzati e ad altre tecnologie strategiche,
cercando di rallentarne la crescita industriale. Ma il messaggio emerso dall'audizione è chiaro: contenere Pechino potrebbe non bastare se gli Stati Uniti non rafforzeranno anche la propria capacità di innovare.
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