Quanto rumore può fare la mancata partecipazione ad un evento? Tanta se sei il leader di una delle due superpotenze mondiali. Ne sa qualcosa Xi Jinping, la cui assenza ad una cena di gala organizzata lo scorso sabato dal premier indiano Narendra Modi in occasione del vertice in India dei Paesi BRICS ha sollevato, complice l’usuale discrezione che contraddistingue gli apparati cinesi, numerosi interrogativi e una ridda di ipotesi. Sin qui non suffragate dai fatti o da conferme.
Nei giorni scorsi una fonte dell’agenzia PTI riportata dal Times of India ha riferito che il 73enne presidente cinese ha saltato la cena a Nuova Delhi per tornare in albergo a riposare. Da quel momento in poi, nonostante la censura imposta nel Paese erede del Celeste Impero, i rumors con ipotesi più preoccupanti hanno cominciato a circolare senza sosta. Come rilanciato ieri dal Telegraph, voci critiche di Pechino sostengono infatti che Xi Jinping, colpito da un imprecisato malore, sarebbe stato costretto a fare rientro a casa d’urgenza.
Non è la prima volta che lo stato di salute del moderno Timoniere finisce al centro di speculazioni. Una circostanza resa possibile dall’assenza di media indipendenti e dal già menzionato firewall interno. Le ultime voci, scrive il quotidiano britannico, sembrerebbero però aver preso piede ugualmente. A dirsi convinto della gravità del malore di Xi Jinping è Wanjun Xie, a capo del Partito democratico cinese (un partito di opposizione fuori legge fondato da dissidenti), il quale in un lungo post su X ha affermato che il leader di Pechino si è sentito male durante la cerimonia di apertura del vertice dei BRICS ed è stato immediatamente portato via dal luogo dell’evento per ricevere i primi soccorsi. Xie ha aggiunto che Xi Jinping è stato riportato in Cina interrompendo così prematuramente la sua visita all’importante vertice a cui ha presenziato anche Vladimir Putin.
A rendere meno credibile le affermazioni del dissidente c’è il fatto chè il post pubblicato sul social è accompagnato da una falsa immagine del presidente cinese con la testa piegata verso il basso. Il messaggio social, che ha ottenuto oltre 2,3 milioni di visualizzazioni, è stato seguito da contenuti simili postati dallo stesso Xie nonostante il numero 1 del gigante asiatico sia stato visto salire senza problemi e senza assistenza sulla scaletta dell’aereo che lo ha riportato in Cina.
Nel luglio di due anni fa una foto di Xi simile a quella pubblicata negli scorsi giorni su X era stata diffusa sui social per sostenere che il leader cinese avesse avuto un ictus. Era poi emerso che l’immagine risaliva a pochi mesi prima e che il capo della superpotenza aveva reagito a qualcosa che aveva bevuto durante il Congresso nazionale del popolo.
Comunque stiano le cose, la cortina di segretezza che avvolge l’erede di Mao è sempre più fitta. Da un raro ritratto diffuso qualche anno fa dall’agenzia Xinhua, si apprende che Xi è un maniaco del lavoro e che esamina ogni bozza dei principali documenti e che tutti i rapporti che gli vengono inviati, a prescindere dall’ora tarda, vengono restituiti con istruzioni la mattina seguente. Il numero uno di Pechino, si legge nel comunicato dell’agenzia, trova anche il tempo, tra i numerosi impegni, per nuotare per oltre 1000 metri alla volta. Non è chiaro se lo faccia ancora adesso.
Venendo agli ultimi rumors, il Telegraph fa notare che le notizie sullo stato di salute di Xi potrebbero essere interpretate come un tentativo di indebolire il presidente cinese in vista dell’imminente vertice con Donald Trump previsto giovedì prossimo a Washington. Da Taiwan all’intelligenza artificiale ai dazi, sono tanti i temi che i due capi di Stato affronteranno nel corso dei delicati colloqui. Nel precedente incontro con il capo della Casa Bianca, svoltosi a maggio, Xi ha evocato lo spettro della trappola di Tucidide, cioè di una guerra tra una potenza emergente e quella dominante. Insomma, la posta in gioco, mentre il conflitto in Medio Oriente appare lontano da una soluzione e la Cina stessa ha diversi interessi da difendere nell’area, appare più alta che mai.
