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Politica internazionale

Alleata, non sottomessa. Così l’Italia di Giorgia davanti al mondo Maga. Due anni di alti e bassi

Dopo l’idillio, la crisi diplomatica di primavera. E per il “Financial Times” , i trumpiani chiedono fedeltà

Trump: "Italia è stata buona, ha solo avuto un brutto momento". Chiusi i lavori ad Ankara: "Uniti nel sostegno a Kiev"

Alleati ma non subalterni. Si potrebbe sintetizzare così il rapporto tra Giorgia Meloni, Donald Trump e la galassia Maga (Make America Great Again) emerso dalle parole della premier nell’intervista al «New York Times». Le relazioni tra i due leader hanno vissuto alti e bassi toccando il punto più difficile la scorsa primavera. Nei giorni in cui è andato in scena il botta e risposta tra la Meloni e Trump anche il mondo Maga ha preso posizione dividendosi tra chi ha rincarato la dose contro la premier e chi (la maggioranza) ha cercato di gettare acqua sul fuoco. Tra le posizioni più oltranziste c’è quella di Steve Bannon in particolare per le sue idee su Nato e immigrazione mentre anche l’influencer Maga Joey Mannarino ha criticato Giorgia Meloni.

Allo stesso modo però figure influenti come Marjorie Taylor Greene hanno condiviso il video di risposta della Meloni a Trump scrivendo «le credo, è fantastica!» così come esponenti del mondo conservatore americano tradizionale come Rod Dreher. I principali think tank e fondazioni repubblicane hanno lavorato sotto traccia per favorire una ricucitura in nome dei comuni valori conservatori. A proposto di mondo Maga non si può dimenticare l’attenzione che la destra italiana ha dedicato al caso di Charlie Kirk dopo la sua uccisione organizzando conferenze, pubblicazioni e momenti in sua memoria. In ogni caso, dopo il confronto Trump-Meloni, si è iniziato a discutere dello stato delle relazioni tra Roma e Washington in particolare tra il mondo conservatore italiano e americano. Non a caso in questi giorni il «Financial Times» ha pubblicato un articolo intitolato «Meloni and Maga: a cautionary tale» in cui si interroga proprio sul rapporto tra Giorgia Meloni e il mondo Maga: «Le difficoltà di Meloni con la Casa Bianca riflettono non solo la personalità di Trump, ma anche una visione del mondo tipica del movimento Maga che sembra pretendere una sottomissione quasi totale dai propri alleati».

In realtà Giorgia Meloni ha bene in mente il modo di concepire il rapporto tra le due nazioni come ha dichiarato al «New York Times»: «Non mi piace l’idea di un’Italia sottomessa, un’Italia che si considera inferiore alle altre», ha detto Meloni aggiungendo di continuare a «credere che l’unità dell’Occidente sia qualcosa di molto importante». In tal senso enfatizzare i dissidi e non soffermarsi sui numerosi canali di collaborazione tra i conservatori italiani e americani sarebbe sbagliato. Oltre ai canali istituzionali, le principali realtà repubblicane hanno organizzato incontri e iniziative a Roma negli ultimi mesi, segno della centralità dell’Italia come crocevia dell’Occidente. Non a caso Giorgia Meloni ha più volte enfatizzato il concetto di Occidente proprio per sottolineare lo stretto legame tra le due sponde dell’Atlantico. A maggio è arrivato in Italia Kevin Roberts, il presidente della Heritage Foundation che ha svolto una serie di eventi e incontri mentre è di pochi giorni fa la notizia che nel 2027 si svolgerà a Roma il Cpac. Si tratta della principale conferenza mondiale dei conservatori e la scelta di svolgerla in Italia testimonia la volontà dei repubblicani americani di mantenere una relazione privilegiata con il nostro paese. In questi anni inoltre il gruppo europeo dell’Ecr di cui Fratelli d’Italia è il principale partito ha contribuito a tessere una fitta rete di relazioni transatlantiche grazie al lavoro di Carlo Fidanza e del segretario generale Antonio Giordano. Un’attività coadiuvata dalla fondazione New Direction presieduta dall’italiano Nicola Procaccini che ha ospitato numerosi relatori americani nei propri eventi. Le relazioni tra la destra statunitense e quella italiana sono perciò più solide che mai così come il consenso che Giorgia Meloni gode oltre oceano anche grazie alla sua capacità di mantenere la schiena dritta quando si tratta di difendere l’interesse nazionale italiano.

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