Perché mai Donald Trump l'ha fatto? Perché ha attaccato Giorgia Meloni e proprio adesso? Il presidente prima di essere un politico è un imprenditore e in quanto tale ragiona in termini di profitto, non solo finanziario, ma anche di relazioni e anche di interazioni e visualizzazioni. A lui non è sfuggito che nelle democrazie digitali un leader che non genera volumi consistenti di reaction sulle piattaforme viene percepito come debole. Partendo da questa premessa, si può dire che Trump ha uno schema, non nuovo e già testato diverse volte in questi 18 mesi alla Casa Bianca, quando sul punching ball del feed sono finiti Macron e Starmer. Questa volta Trump avrà notato qualche significativa differenza. Innanzi tutto, nei numeri
e nell'ampiezza delle interazioni, perché la polemica contro Giorgia, l'amica ribelle elevata a nemica, è stata più redditizia rispetto a quelle precedenti contro leader poco allineati alla «golden age» trumpiana. Attaccare la premier ha portato al presidente Trump una considerevole dote di attenzione digitale, inattesa per certi versi, sia da parte dei media e degli oppositori interni, e ha generato un'audience di tutto rispetto anche qui in Europa: sono infatti oltre 9 milioni, su 18 milioni totali, le interazioni raccolte nelle ultime settimane dalle parole Trump e Meloni, inserite nello stesso contenuto digitale. Insomma, Trump forte dell'ingente carico di interazioni e di visualizzazioni, avrà visto che per tener viva la narrazione maga agli occhi dei leader europei, gli conviene
puntare l'indice contro Meloni.
Poi, c'è la seconda questione: perché proprio adesso? Probabilmente, perché dopo il ricevimento a Villa Taverna, al quale ha partecipato mezzo governo, più di uno aveva ipotizzato una ricucitura tra i due leader, invece proprio per tener viva la polarizzazione alla vigilia del vertice Nato in Turchia, Trump ha scelto di puntare sulla solita strategia comunicativa che punta a rompere gli schemi abituali di pensiero e di comportamento, pur di calamitare tutta l'attenzione digitale possibile sulla sua persona e presidenza.