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Politica internazionale

Ceuta fuori controllo. I migranti sfruttano gli “aiuti” delle Ong per colpire i residenti

Attivisti arrestati per aver aizzato gli stranieri. Militari e cittadini bersagliati con la trementina. Ormai è il caos

Alessandro Morelli a Ceuta

La polizia ha sparato in aria per fronteggiare i migranti illegali rimasti a Ceuta. Ong estremiste aiutano i clandestini, che poi utilizzano gli “aiuti” contro i manifestanti spagnoli ed i militari. Attivisti umanitari sono stati arrestati per avere aizzato i migranti e opposto resistenza agli agenti.

«Un mese dopo l’invasione c’è un’altissima tensione latente sedata dolo da una massiccia presenza di soldati - racconta al Giornale, Alessandro Morelli - Sembra Beirut: militari con elmetto e mitra, ma siamo in una città europea.

Può succedere qualunque cosa».

Senatore e sottosegretario della Lega a Palazzo Chigi con delega alla programmazione economica è tornato a fare il giornalista: «Il richiamo della foresta. Sono venuto a Ceuta per toccare con mano, da libero cittadino». Sui social pubblica video di denuncia: «Mi sono trovato di fronte ad un’enorme baraccopoli dove gli irregolari bivaccano come in una stazione ferroviaria di casa nostra, ma grande come una città». Ieri mattina è scoppiato il caos fra migranti nel quartiere Loma Colmenar, dove cercavano di entrare in una struttura di accoglienza allestita dall’esercito. Gran parte degli irregolari è rimasta fuori. «Abbiamo dovuto sparare colpi in aria» per calmare gli animi ha confermato un funzionario di polizia, in forma anonima, con il quotidiano El Mundo. La situazione a Ceuta rimane esplosiva: domenica la Guardia civil ha arrestato tre marocchini che avevano lanciato bottiglie con liquido corrosivo contro dei militari. Due clandestini sono finiti in manette dopo essere entrati in una casa per rubare e altre tre hanno cercato di rapinare una donna in centro secondo il Faro di Cauta, portale di informazione dell’exclave spagnola.

Alcune Ong, arrivate in soccorso dei migranti, vengono viste come fumo degli occhi e accusate di aiutare l’invasione. L.S., un’ attivista “umanitaria” francese è stata arrestata per avere simpatizzato con i migranti, che lanciavano pietre contro la polizia. Poi ha resistito all’arresto tirando calci agli agenti. I video di Mission Lifeline international, talebani dell’accoglienza tedeschi, che distribuiscono batterie e fanno ricaricare i cellulari degli “occupanti” circolano sui social facendo indignare gli abitanti. Due membri della Ong No Name Kitchen erano stati arrestati la scorsa settimana. Il partito di destra Vox, ha denunciato l’Ong per la distribuzione di “aiuti” ai migranti, come bottigliette e altri manufatti, poi utilizzati «come ordigni incendari». Alcuni clandestini li hanno riempiti con la trementina, lanciandoli contro un corteo di protesta degli spagnoli ed i militari. Le foto ed i video degli “ordigni” rudimentali hanno fatto impressione.

Jorge Buxadé, capo delegazione di Vox al parlamento europeo, ha chiesto di bloccare i progetti di No Name Kitchen finanziati da Bruxelles: «Non possiamo permettere che Ong complici dell’invasione e nemiche del popolo spagnolo continuino ad agire come organizzazioni criminali, tanto meno con denaro pubblico». Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ribalta la frittata dichiarando che l’invasione del 30 luglio è scaturita da «un’espansione di bufale e disinformazione» rilanciate «da reti social associate tanto alla Russia quanto a Israele e a un’internazionale dell’estrema destra». Il governo spagnolo appoggia fermamente l’Ucraina e ha riconosciuto la Palestina. Sánchez solleva totalmente il Marocco da qualsiasi responsabilità ed è convinto che l’obiettivo non fosse solo attaccare la Spagna, ma provocare ulteriori spaccature nell’Unione europea. Mosca smentisce qualsiasi coinvolgimento e il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha scritto su X che «il premier Sanchez mente spudoratamente».

Ieri sono scesi in piazza a Ceuta i vigili del fuoco accusando il governo «di non aver agito» in tempo per difendere la città. Uno striscione in inglese lancia un chiaro monito: «Europa difendi i tuoi confini. Proteggi il tuo futuro».

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